SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Caffè Soriano. La conferenza è fissata per le 11.45, ma Moneti arriva con un leggero ritardo. “Il traffico”, dice. Dopo essersi fatto spazio tra decine di tifosi, finalmente riesce a sedersi nella piccola e affollatissima saletta adibita a sala stampa. Il traffico, i tifosi: due aspetti di San Benedetto che – col tempo – conoscerà molto bene. Il nuovo presidente ha occhi che sorridono e parole taglienti: “Ho già visto che sapete di me, e già avete scritto abbastanza”. Ma a parte le dure prese di posizione sulla sua vita lavorativa, il resto è un turbine di fiducia ed entusiasta realismo. Gli applausi dei tifosi (che lo accompagnano ad ogni piè sospinto) fanno cornice ad un quadro che parrebbe idillico, se non fosse per le cicatrici dell’ultima scottatura. La Lega Pro, conquistata e persa, aleggia sulle teste come uno spettro, o una ex molto arrabbiata.

MONETI “Sono venuto venerdì per chiarire quel che si era detto e scritto, e ho visto persone veramente attaccate alla città. Non posso dire di amare San Benedetto (sono venuto solo solo tre volte, sarei un ipocrita) ma imparerò ad amarla. So che avete sofferto per tanti anni, e che c’è chi ha deciso di non venire più allo stadio, ma voglio dirvi che io ho messo la faccia. L’anno scorso sono finito a un punto dalla B, se sono qui a fare l’Eccellenza è perché credo nella città, nella squadra, e in quelli che sono seduti al mio fianco. Vi ringrazio per l’affetto con cui mi avete accolto. Perché sono qui, in Eccellenza? Perché si chiama Samb”

QUESTIONI PERSONALI “Riguardo le questioni personali non credo che rientrino nell’ambito calcistico. Ognuno ha le sue vicende lavorative, io darò al sindaco il mio certificato penale, per trasparenza; chi mi accusa faccia altrettanto. Io sono un imprenditore: ho tante attività, una catena di supermercati, 450 dipendenti. Il contrasto riguarda il mio gruppo che a livello nazionale aveva preso in affido una società da un’azienda che ha avuto un brutto epilogo, io sono andato in contrasto direttamente con il curatore fallimentare di quest’azienda che non era neanche mia”

La mia vicenda significa aver salvato 400 posti di lavoro, aver pagato gli stipendi degli ultimi due mesi (non corrisposti prima). Tutto questo fatto con il prefetto, il sindaco, i sindacati… Ora ci sono 250 persone in mezzo alla strada. Il curatore, davanti al dottor Fontana, ha ricevuto molte critiche dallo stesso, mentre ha solidarizzato con le mie scelte. Io non credo sia giusto parlare di cose che non si conoscono: sono qui per fare calcio, che io abbia dieci amanti o dieci cause non interessa ai tifosi. Arrivo a San Benedetto e subito trovo un articolo dove mi prendono per delinquente: 100 tifosi decidono di non fare l’abbonamento, degli imprenditori che potevano impegnarsi non mi appoggiano più, si crea confusione – così si fanno danni”

“In due anni a Perugia – insieme ad altri – ho fatto campi di allenamento, spogliatoi, strutture: parliamo di questo. Il vostro diritto di cronaca è sacrosanto, ma parliamo di cose importanti e datemi diritto di replica”

PROGETTO “La Lega Pro è cambiata molto: non esistono più paperoni, né sceicchi, che al massimo investono nelle categorie maggiori. Bisogna essere attenti e parsimoniosi: ci sono 4 milioni di disoccupati, in Italia, non dimentichiamolo. Dobbiamo fare una società seria, perché per vincere servono tanti soldi. Io i soldi li guadagno solo lavorando e non ho interessi nella zona. In poco tempo abbiamo fatto una società, una squadra forte, il ritiro, e organizzato la campagna abbonamenti. Della squadra parlerà meglio il direttore (Arcipreti, direttore sportivo, ndr). Purtroppo siamo partiti tardi: sarebbero venuti in molti, ma tanti erano già accasati. Nuovi inserimenti societari? Per un progetto serio sono obbligatori. Aspetto gente che abbia voglia di fare, per passione, perché non si guadagna. Al momento non ho soci, ma se degli imprenditori vogliono inserirsi non ho preconcetti – basta siano utili alla causa”

STADIO “Io sullo stadio non ci ho capito niente. Qualche idea ce l’ho, ma prima voglio conoscere tutto per bene. Quello che so, ad ora, è che ho trovato un campo senza acqua, senza luce e senza gas”

ARCIPRETI “Al momento si parla di 23 giocatori nuovi, più Traini. Da troppi anni la Samb è in categorie che non le appartengono. Bisogna riportare questa società ai fasti che merita. C’è gratificazione per aver portato giocatori come Borghetti (ex serie B) e Tozzi Borsoi (bandiera di Ternana e Perugia). Non sono abituato a proclami, vedrete sul campo cosa ho costruito insieme a Massimiliano Fanesi e Giovanni Piccoli. Saranno i numeri a parlare, e con loro giudicheremo il mio lavoro da Ds. Dei giocatori dello scorso anno volevamo tenere Marini, Traini e Pazzi. Marini ha voluto fare un’esperienza in una categoria maggiore, dopo tanti anni di dilettanti; Traini voleva rimanere, e ci abbiamo messo tre minuti a trovare un accordo. A Pazzi abbiamo fatto un’offerta congrua (le cifre sono quelle uscite sui giornali), ma non ha accettato”

“Abbiamo ufficializzato due nuovi arrivi: Umberto Variale (esterno offensivo, vivaio Napoli, che ha già giocato in C2 e D), Davide Viti (jolly difensivo, ex Perugia). Sono tutti giocatori provenienti da categorie importanti, e fin da subito sarebbe importante far sentire loro l’entusiasmo del pubblico. Anania? Speriamo in un regalo del presidente, che lo conosce bene. Se giocatori del genere vengono qui è solo per un motivo: si chiama Samb”

MONETI Non ho nulla contro Pazzi, mi sembra un bravo ragazzo. Rispetto all’anno scorso gli ho offerto il 40% in più, e due mensilità anticipate, ma ha rifiutato. Per quel poco che conosco posso dire che è un ragazzo d’oro. Non abbiamo trovato un accordo, ma si va avanti: io non prego nessuno, è anche tanto tempo che non vado a messa e so che dovrei andare di più. Quelli che ci sono, sono convinti. Tozzi Borsoi aveva accordi col Taranto e la Torres, ma ha scelto noi. Per quanto riguarda Anania, non so. In una città piena di vita come San Benedetto lui è “pericoloso” (sorride ndr).

PICCOLI “Ringrazio Massimiliano (Fanesi) per il suo grande impegno, e NoiSamb per averci appoggiato. Togliamoci dalle spalle tutte le difficoltà, e guardiamo avanti. Abbiamo voglia di riavvicinare le persone, e anche se sarà un lavoro difficile so che ci riusciremo. Per quanto riguarda la campagna abbonamenti, partiremo con un prezzo ribassato, anche perché vogliamo venire incontro ai tifosi in un momento economicamente difficile.

L’abbonamento per la Curva Nord è di 80 €, 120 per la tribuna laterale, 150 per la tribuna centrale. I posti in tribuna vip sono 30, e l’abbonamento costa mille euro (per chi vuole dare un sostegno da sostenitore). Gli abbonamenti ridotti (per i ragazzi tra i 14 e i 17 anni e per gli over 65) sono di 45 euro, e danno possibilità di accesso alla curva Nord e alla tribuna laterale. Per la tribuna centrale devono essere accompagnati da un adulto in possesso di un abbonamento intero per il settore. Lo slogan è ‘Te vuje troppe bbè’

GASPARI “Credo di avere poco da dire: dobbiamo fare i fatti e le parole contano poco. Voglio ringraziare Giuseppe Naponiello. Abbiamo attraversato due giorni infernali: avevamo trovato 250 mila euro, ma – coi soldi sul tavolo – nessuno che voleva fare il presidente. L’arrivo di Moneti è stato importante. Ci ha detto che poteva dare una mano, fare il traghettatore, ma che non sarebbe stato sempre qui. La squadra è importante, ed è importante investire sul settore giovanile. Quando abbiamo ‘imposto’ Palladini e Fanesi, con NoiSamb a controllare dall’interno della società, il presidente ha accettato senza problemi. Dobbiamo stare attenti e dare il giusto appoggio, perché a livello giovanile sembrano tutti importanti tranne che la Samb. Dobbiamo risolvere la questione delle strutture, a partire dal Ballarin. I 250 mila euro raccolti (150 Napoliello e sindaco, 100 NoiSamb) andranno tutti nella società, ma quelli che ha raccolto NoiSamb rimarranno sotto la loro gestione”

MONETI “Per ora ho messo i soldi solo io, NoiSamb arriverà col tempo – prima voglio organizzare tutto nel modo più legale e trasparente possibile. Potrebbero occuparsi delle spese del settore giovanile.

FANESI “Parlare alla fine è difficile, perché gli argomenti più importanti sono già stati affrontati. Penso mi conosciate un po’ tutti. Il presidente mi ha subito dato fiducia, e lo ringrazio. Dobbiamo consolidare la società, che è sempre stata un vulnus della nostra storia. In due settimane si è fatto un lavoro che richiede due mesi, e faremo ancora tanto”

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