SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si prepara un Ferragosto di fuoco con la carica del quintetto emiliano che torna ad un anno esatto di distanza nello splendido giardino del live-club rivierasco. Altro grande concerto al Geko di San Benedetto del Tronto, mercoledì 14 agosto, si farà l’alba con la band più di spicco della Nuova Musica Italiana: Lo Stato Sociale.

A più di un anno dell’uscita del loro primo album Turisti della Democrazia (Garrincha Dischi) la band ha avuto centinaia di concerti in tutta Italia e per la maggior parte sold-out. Gruppo di punta dell’etichetta bolognese Garrincha Dischi, sono i più amati dai giovani e meno giovani.

L’inizio del concerto alle 23. L’ingresso è con drink-card (prima consumazione obbligatoria) a 10 euro, da ritirare direttamente all’ingresso.

Un altro grande colpo dello staff Geko per questa fantastica estate in Riviera.

Biografia 
Lo Stato Sociale è una band bolognese attiva da tre anni o forse quattro, nata per gioco da Lodo, Albie Bebo chiusi in una sala provemonolocalerifugio essenziale con un caldo bestiale e un sacco di birre. In realtà ci conosciamo tutti da una decina di anni. Bebo, Albi e Kekko hanno cominciato a condividere cose sui banchi di scuola, Lodo è apparso dal luogo del non-senso un pomeriggio di anni fa a Radio Fujiko e Carrot è Carrot, il nostro crooner preferito.
Lo Stato Sociale è soprattutto un gioco, un divertimento incredibile messo assieme da cinque amici. Un giorno abbiamo deciso di caricare gli strumenti nell’auto di bebo e da lì non ci siamo fermati. Sono cambiate molte cose, molte persone si sono aggiunte in qualche maniera, è arrivato il nostro amato furgone Augusto, è arrivata la famiglia Garrincha Dischi, molte più orecchie ascoltano le nostre canzoncine. Molte più di quanto avremmo mai immaginato. Macinano sfrontatamente tutto in un vortice di beat, rime caustiche e melodie vischiose di cui non ci si libera facilmente. Con alle spalle solo una manciata di EP e avendo fatto girare il proprio nome soprattutto online, Lo Stato Sociale è diventato un caso ancora prima di pubblicare questo loro primo album. Lo stato sociale non è in crisi, semplicemente non è più al suo posto perché si è dato allo showbusiness. Lo vedete andare in giro per la penisola con un pulmino bianco figlio del fordismo con il nome di un imperatore romano. Come un turista della democrazia. Lo ascoltate mentre grida storie e pensieri. Lo osservate agitarsi e raccontare come sia finito in questa situazione e vi rendete conto che dentro ci siete anche voi. E allora vi ammirate nello specchio del welfare pop e scoprite che avete i brufoli e che vi vestite male. Non preoccupatevi, vestirsi male non passa mai di moda. “Turisti della democrazia” è il primo LP de Lo Stato Sociale.
E’ un disco che parla – e parla molto – di pettinature e bar dove bere, di amici e di nemici, d’amore e non amore, di storie false e di storie vere. La stitichezza come grande nemico, i camionisti come necessari alleati e la bellezza come fine ultimo, ma sempre nell’occhio di chi guarda. “Turisti della democrazia” è l’attesa prova sulla lunga distanza della formazione bolognese che – dopo un rapido reimpasto della lineup – vede i 5 regaz riuscire nell’unione tra il tiro dance (grazie alla collaborazione in fase di produzione con Francesco Brini già Pinktronix e Swayzak) e la canzone pop d’autore. La poesia del cazzeggio e la prorompenza teatrale che li hanno contraddistinti nei quasi 150 live in due anni trovano la loro dimensione, più strutturata e libera al contempo, su disco: in una commistione tra pezzi già conosciuti e urlati nella contagiosa euforia dei loro concerti e completi inediti, tra le accelerazioni in pieno stile Soulwax di “Ladro di cuori col bruco” e le dilatazioni cuoricini-step di “Seggiovia sull’oceano”, “Maiale” e “Mi sono rotto il cazzo”, manifesto di una generazione con un luminoso futuro alle spalle. C’è forza, gioia e anche rabbia in “Turisti della democrazia”, un viaggio fatto di passione dentro il quotidiano delle vite di tutti, con una sana voglia di divertirsi ma anche di prendere in dote quello spirito punk che non ha mai avuto paura di dire in faccia le cose che non vanno.

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