Povera Samb. Ora è ufficiale e non è più lecito neanche sperare: la Samb ha perso tutte le possibilità di giocare la serie D, cosa scontatissima alla quale nessuno credeva, anche se qualcuno voleva far sembrare il contrario. Gli avevo dato l’1% delle possibilità cioè niente mentre mi ero esposto, tra l’incredulità di molti, per mezza speranza in più (1,5) a proposito dell’ammissione in Seconda Divisione.

Ecco la spiegazione: nella giornata di venerdì o sabato un esponente della Federazione (Bonanni?) ha telefonato ad un legale sambenedettese per dirgli se erano sempre pronti ad iscriversi con tanto di fidejussione nell’ex C2. Pare che i problemi, così mi è stato detto, riguardavano la Carrarese più che Foggia e Cosenza. In lizza per il ripescaggio c’erano Samb e Matera.  Anche Milone su richiesta di Guido Barra si era reso disponibile perché, nel caso si fosse concretizzata, ritornava valido il preliminare tra gli assicuratori romani e Pignotti & Bartolomei.

Della labile speranza erano al corrente tre-quattro persone che hanno preferito tenerla per se per motivi abbastanza evidenti, legati sia alla scarsissima probabilità, sia per non intralciare trattative, sia per il pericolo di creare un’altra illusione inutile o quasi. Mi preme precisare che, senza la telefonata dalla Figc, la speranza sarebbe rimasta allo zero per cento.

Ora l’unico modo per tornare in campo è l’iscrizione al campionato di Eccellenza Marche che è sicuro sul piano delle probabilità, diciamo 99%, non lo è ancora sul piano strettamente formale. Ma è come se lo fosse perché Moneti ha già pronto l’assegno circolare che porterà a Roma mercoledì, un giorno prima della scadenza “Non mi piace fare le cose all’ultimo momento quando un minimo intoppo può far saltare tutto“. Una frase che mi è piaciuta tantissimo visto quando è successo negli ultimi tempi.

Mi auguro di cominciare prestissimo a parlare di calcio seppur limitato alla Regione Marche

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