SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non ci sta il nostro lettore, a sentirsi dire che durante la Notte Bianca tutto è andato bene, tranne qualche rissa. Ci ha contattati per raccontare la sua storia, quella di suo figlio e di altri due ragazzi, finiti al Pronto Soccorso.

Conosciamo le generalità del signore ma per questioni di privacy non le riporteremo.

Ecco il suo racconto:
“Mio figlio e i suoi amici erano in giro per San Benedetto, in prossimità del tappeto elastico, quando un gruppo di 5 ragazzi, italiani e un albanese, si è avvicinato per chiedere un accendino. Alla domanda è stato loro risposto più volte di no, ma all’ennesima insistenza sono stati mandati al quel paese. A quel punto, ad un amico di mio figlio senza che nemmeno avesse tempo di rendersene conto, è stata rotta una bottiglia in testa.

Partita subito la colluttazione che è terminata con l’accoltellamento di mio figlio e di un altro suo amico. Chiamato sono subito corso in ospedale e lì per circa due ore, dalle 4 alle 6, ho assistito ad un via vai di ragazzini, ubriachi e feriti. Sembravano reduci di una guerra civile. Sia il mio ragazzo che gli altri due se la sono cavata con qualche punto di sutura, perché le ferite, vicino al polmone e cuore uno e sull’addome l’altro, erano fortunatamente lievi.”
Il figlio del signore che ci ha contattato, dovrà stare una decina di giorni a letto ed è sotto antibiotici e antidolorifici. Il gruppetto di ragazzi che ha provocato lo scontro è fuggito subito dopo l’accoltellamento.

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