SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pienone assoluto in città per la decima Notte Bianca sambenedettese. Centro affollato e lungomare intasato per un evento che da diversi anni non registrava un’affluenza così corposa.

Chi temeva infuocate proteste da parte dei tifosi della Sambenedettese si è dovuto ricredere. Alcuni supporters avevano minacciato azioni pacifiche al momento del taglio della torta in Via Montebello. Al contrario, si sono limitati a qualche mugugno all’indirizzo del sindaco Giovanni Gaspari in Piazza Giorgini. “Mi hanno manifestato la loro disapprovazione mentre salutavo dal palco – ha spiegato il primo cittadino – invocavano una maggiore giustizia calcistica, penso sia normale”.

Gaspari ha definito la manifestazione “più matura ed ordinata”. L’appunto ha semmai riguardato la qualità degli eventi: “Possono essere migliorati, dipende da quanto si spende e questo appuntamento costa oggettivamente poco. Per la spesa che richiede, si ottiene più di quello che si investe. Si dovrebbe lavorare di più, magari con più anticipo. Qualcosa in più però si fa sempre”.

Per il futuro sono comunque da escludere i grandi ospiti: “E’ passato pure quel tempo. Li devi pagare tanto e a volte sono delle semplici comparse. Io credo semmai nella diffusione in tutta la città degli show”.

I negozi hanno fatto registrare il tutto esaurito. “Per noi questa serata corrisponde ad una boccata d’ossigeno”, hanno ammesso i commercianti, autori di sconti fino al 50%.

Per le forze dell’ordine non sono stati registrati disordini rilevanti e fenomeni di rissa. All’alba il numero dei ragazzi ubriachi trasportati in ospedale era in linea con i dati dell’anno precedente. Eppure, nel day-after, il malumore dei residenti è generalizzato. Il presidente del quartiere Marina Centro, Pierfrancesco Troli, la butta sull’ironia: “Si chiede ufficialmente l’iscrizione al Cio delle seguenti discipline sportive di nuovissima creazione: lancio dello scopettone contro i motocicli in transito, calcio con la busta dell’immondizia in strada, getto del bicchiere contro i muri delle abitazioni, cento metri nudi controsenso, gara di velocità rigorosamente femminile nello spogliarsi, arrampicata libera sui segnali stradali. Tutto questo amore per lo sport da parte dei giovani non si era mai visto. E’ accaduto di tutto. La cosa più preoccupante è il degrado culturale. Ragazzini ubriachi e irrispettosi di quelle che sono le regole del vivere civilmente. Avere vent’anni non vuol dire essere autorizzati a fare ciò che si vuole”.

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