Samb azzerata. Secondo voci così insistenti, che non posso fare a meno di riportare, Abete avrebbe detto al sindaco Giovanni Gaspari che la domanda di riammissione in serie D sarebbe inutile. Una conferma, che è qualcosa di più di una voce, è arrivata da una signora super esperta in queste cose che aveva assicurato al 100% della legittimità della richiesta la stampa e un gran numero di tifosi ieri sera.

È vero che nessuno (lo prescrive lo stesso regolamento), anche se nell’articolo 52 la facoltà delle persone addette a valutare la domanda, appaiono minime, può negare che

LETTA ACCURATAMENTE LA DOMANDA,

valutata la credibilità della nuova società,

valutata la storia positiva e negativa della città che fa la richiesta,

valutato il bacino costituito dalla tifoseria più o meno cattiva,

valutati i precedenti

la commissione giudicante, con le dovute motivazioni, può bocciare la richiesta. Anticiparla, senza leggere le motivazioni della richiesta, no

Infatti, non si può accettare che Giancarlo Abete, presidente della Figc, dica al sindaco di una città che la Sambenedettese non sarà mai ammessa al campionato di serie D. Se è vero quello che si dice, Giovanni Gaspari cosa può aver risposto all’affermazione di Abete. Voglio sperare, non essendo un suddito del potente dirigente federale, che abbia protestato dicendogli che c’è un regolamento con tanto di norme da rispettare per il quale ha fatto venire anche un’esperta da Crevalcore per assicurarsi della legittimità della domanda da fare, anche se non certamente dell’accettazione, per i motivi che ho sopra elencato. La signora Teresa ha detto davanti a molta gente che la richiesta della Samb era legittima e che sarebbe rimasta in città per aiutare il sindaco a compilarla per evitare passi falsi.

Si farebbe un grosso passo falso se adesso la procedura si fermasse e ancor più falso il passo lo farebbe Abete se ripetesse pubblicamente quello che si dice avrebbe detto al nostro sindaco. Io come giornale lo spingerò a farlo ma con me dovrebbe farlo tutta la città e ancor più i legali sambenedettesi vicini a NoiSamb che, come noi, sono stati portati in giro (sempre se Abete conferma) da dopo l’esclusione dalla Seconda Divisione, fino ad oggi. Prevedere l’esito di una domanda lecita e addirittura anticiparne la sentenza è da paesi da… ottavo mondo. Mi contraddisca chi può ma io non accetto un tale modo di fare che, tra l’altro, farebbe trasparire la legittimità di certe voci che si sentono sul palazzo che governa il calcio, quello italiano in particolare.

Sarebbe possibile se nella giustizia ordinaria un giudice, senza aver sentito cosa vogliono gli avvocati difensori e senza aver letto le motivazioni e in questo caso senza sapere chi il sindaco avrebbe proposto a formare la società, dicesse a chi fa vuol fare un ricorso che rientra nelle regole: “lasci perdere, tanto ti condannerò sicuramente”.

Ma siamo pazzi? Io le parole di Abete, se fossero vere, non le accetterei neanche come consiglio perché la logica non è un optional. Una protesta seppur civile ma evidente, se Gaspari conferma tutto,  stavolta la ritengo necessaria ed utile per chi in futuro potrebbe essere trattato nello stesso modo.

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