GROTTAMMARE – Pubblichiamo interamente il comunicato di Andrea Crimella, consigliere del Movimento 5Stelle di Grottammare:

“Manifesto compiacimento e felicità per quanto riguarda l’iniziativa destinata ad aiutare il popolo del Saharawi. E’ bene ricordare che la città di Grottammare, attraverso lo stanziamento di fondi da parte della regione Marche, ha dato per il secondo anno la possibilità ai bambini di una delle zone dell’Africa più tumultuose di poter ricevere cure mediche,affetto e non solo proprio nella nostra città; utilizzandone le strutture e i servizi che senza dubbio saranno adeguati e messi interamente a disposizione, senza risparmiarsi in alcun ambito. Nonostante lo stanziamento di cui sopra abbia reso l’organizzazione agevole ma non semplice, non possiamo far altro che sostenere l’iniziativa, nella speranza di una perpetuazione annuale che non abbia scadenza. Devo però, per necessità morale e d’intenti personale e del gruppo che rappresento, denunciare una consuetudine che a nostro parere andrebbe subitamente abbandonata, indirettamente collegata all’iniziativa “I sorrisi nel deserto”.

La città di Grottammare, in data 19/7 ha fatto si che presso la mia abitazione – e non so quantificare in quante altre ma se l’ho ricevuta io immagino che per lo meno tutti i presenti l’abbiano ricevuta e non so (ripeto) a quanti altri esponenti politici e non sia arrivata – dicevo, ho ricevuto una busta con all’interno un invito valido per due persone per una delle due serate del cabaret amore mio. Sul retro, per dovere di cronaca, riporto uno stralcio dello scritto “…Per aderire alla campagna i sorrisi nel deserto la preghiamo, nell’accettare il presente invito, di versare il corrispettivo del biglietto quale contributo presso il punto di solidarietà allestito all’ingresso.

Due sono le questioni : Il primo è che non v’è necessità alcuna di dare la possibilità a chicchessia di non pagare un biglietto che al contrario tutti i cittadini devono per necessità pagare per assistere ad uno spettacolo organizzato dal Comune, e non ne sto nemmeno a fare una questione economica di eventuali mancati introiti, bensì una questione di parità. Paga il cittadino paga l’esponente politico, paga il sindaco e chiunque altro.

Secondo: la solidarietà non deve a mio parere essere merce di scambio – ovvero non ti faccio pagare il biglietto e tu fai l’offerta – bensì una questione di cuore, il donare quel qualcosa in più a prescindere che io partecipi o meno ad uno spettacolo gratuito in qualità di esponente politico. Gradirei che l’amministrazione rinunciasse in futuro a spedire omaggi, sarebbe molto più gradita una lettera semplice con un invito a partecipare in virtù della rappresentanza di parte dei cittadini. Ma non gratuitamente e senza mascherare tramite la beneficenza plausibile ma non certa dei privilegi senza nessun fondamento”

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