SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ caccia al traghettatore, il Caronte che trasporti il Partito Democratico sambenedettese dal post-Gregori al congresso del prossimo autunno. Mercoledì si conoscerà il nome del nuovo segretario comunale, ruolo per il quale ancora nessuno si è ufficialmente fatto avanti.

La sensazione è che l’appuntamento di mercoledì sera all’Hotel Progresso sia visto come un impiccio che in molti eviterebbero volentieri.“Se avessi un asso nella manica, di sicuro non lo svelerei adesso”, è l’affermazione più ricorrente in casa democratica. Spazio quindi alle seconde linee, ovvero a quegli esponenti disposti a svolgere l’ordinaria amministrazione per tre mesi e poi a tornare dietro le quinte. Anche se, a dire il vero, la cosiddetta ordinaria amministrazione stavolta farebbe rima con gli sforzi per l’organizzazione dell’evento di novembre, decisamente impegnativo.

Per eleggere il segretario occorrerà la metà più uno dei voti degli aventi diritto. Nel caso non fosse raggiunto il quorum o, peggio ancora, non ci fossero proprio gareggianti, si procederebbe al commissariamento, con la carica forse affidata ad Antimo Di Francesco.

Lo statuto del Pd spiega chiaramente che se un coordinatore cessa anticipatamente il mandato “si procede entro quindici giorni a nuove elezioni per il segretario. L’indizione spetta al Segretario provinciale”. Considerato che l’addio di Gregori risale al 4 luglio scorso, il limite delle due settimane è stato ampiamente superato.

Tra i papabili per l’incarico di transizione spuntano Anna Rosa Cianci, Sabrina Gregori, Roberto Giobbi, Silvano Evangelisti e Vinicio Liberati. Le figure dei due consiglieri comunali non sarebbero pertanto affatto gradite a chi, per mesi, all’interno del Pd ha portato avanti la tesi di un partito troppo piegato sull’amministrazione e soprattutto sul sindaco Gaspari. Quest’ultimo punterebbe a sua volta su Emanuela Mazzocchi, attuale segretaria del circolo Guido Ianni, che tuttavia non verrebbe bruciata per un’esperienza a breve termine.

Esiste infine una corrente del Pd che auspicherebbe la composizione di un comitato ad hoc che prenda le redini del movimento per i prossimi novanta giorni. Il timore, guardando ai precedenti, è che un possibile segretario ad interim possa prenderci gusto e optare direttamente ad un bis.

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