TORTORETO – La Domus delle Muracche riapre al pubblico. La villa rustica del II sec. a.C. danneggiata dall’alluvione è stata restaurata e sarà nuovamente accessibile dal 6 agosto.

45mila euro il costo dell’intervento finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e consistente in lavori di restauro e di presidio idrogeologico.

Le campagne di scavi eseguite nel 1988 dalla soprintendenza di Chieti hanno portato alla luce  la testimonianza dell’esistenza di una villa rustica costruita nel II secolo a. C.. ricca di mosaici policromi, anfore italiche, vasche di fermentazione, torchio.

Dopo i danni dell’alluvione, ora il tutto verrà preservato grazie all’ultimo intervento che permetterà di completare  i lavori già avviati precedentemente, consistenti nella realizzazione di una copertura in acciaio di protezione degli scavi e nella sistemazione di passerelle pavimentate e parapetti,  in modo tale rendere il sito fruibile per le  visite da parte del pubblico.

Il progetto di recupero del sito archeologico intrapreso dall’amministrazione Comunale ha l’obiettivo di valorizzare le straordinarie emergenze archeologiche, storiche e culturali presenti sul territorio di Tortoreto, soprattutto nell’ottica di contribuire ad incentivare  maggiormente flussi di turismo culturale.

Organizzata come un’azienda agricola, al centro di una piccola proprietà terriera, la domus era specializzata nella viticoltura e nella produzione del vino piceno.

La parte più antica è quella rustica, con doli (grandi giare) per la conservazione delle derrate alimentari, olio, vino, grano, orzo ecc.

Alcune stanze erano riservate per la torchiatura (torculiarum) delle olive, per la pigiatura (calcatorium) dell’uva e fermentazione del mosto. Nella parte residenziale (pars urbana) ci sono le sale di rappresentanza (triclinium) e da letto (cubiculum) con mosaici decorati con tessere bianche, azzurre, e nere. La datazione si estende dal II sec. a.C. al IV d.C.

L’organizzazione delle attività era affidata ad un conduttore (vilucus) che risiedeva nella villa con la sua famiglia mentre il proprietario (dominus) vi soggiornava periodicamente per controllare l’andamento della produzione agricola.

Lo stato di conservazione, la tecnica costruttiva (le murature in opera incerta) i  particolari decorativi (tra i quali si evidenzia una testa di leone in calcare di accurata fattura), nonché l’edificio architettonicamente notevole, è fondamentale per lo studio delle forme insediamentali e produttive nel territorio di Castrum Truentinum, di recente individuazione.

I lavori di restauro sono stati diretti dal funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici Sandra La Penna. La Domus verrà inaugurata ed aperta al pubblico il 6 agosto con un evento promosso dal Comune di Tortoreto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo.

Il programma prevede alle ore 19, presso il parco archeologico, il saluto delle autorità e la presentazione della Domus. Interverranno Sandra La Penna, della Soprintedenza per i beni archeologici per l’Abruzzo, Paola Di Felice, direttore del museo archeologico di Teramo, Luisa Migliorati, docente di archeologia presso l’Università La Sapienza di Roma. Alle 20 è prevista la visita guidata aperta ai turisti. La serata si concluderà con degustazione di vini e olio a cura della condotta Slow Food della Val Vibrata. 

 

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 622 volte, 1 oggi)