PESCARA – È stato individuato il luogo dove dovrebbero essere i corpi dei tre dispersi dopo l’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio di Villa Cipressi di Città S. Angelo. Lo confermano il pm titolare dell’inchiesta Anna Lisa Giusti, il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, e il capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, il prefetto Francesco Tronca, giunti a Pescara a conoscere i vigili del fuoco rimasti feriti. Uno dei corpi sarebbe dilaniato.

E’ stato probabilmente il deposito giudiziario di botti illegali ad esplodere per primo ieri mattina nell’azienda dei fratelli Di Giacomo. Testimoni e prime ipotesi d’indagine confermano che l’incidente ha avuto origine non nella fabbrica Di Giacomo ma nella casamatta giudiziaria.

Testimone, 4 esplosioni e non 2 – Sarebbero state 4 e non e 2 le esplosioni che hanno devastato l’azienda di fuochi d’artificio della famiglia Di Giacomo a Villa Cipressi. Lo riferisce il testimone oculare Francesco, coltivatore diretto che casualmente si trovava nei pressi del luogo dell’esplosione. ”Dopo un primo scoppio consistente è venuta la seconda terribile esplosione che ha generato il fungo ‘atomico”’, ha rivelato Francesco. Secondo il suo racconto dopo un quarto d’ora sono arrivati i soccorsi, e subito dopo c’e’ stata una terza esplosione più contenuta. ”Il quarto scoppio e’ avvenuto dopo circa mezz’ora dal primo ed e’ quello che ha ucciso Alessio Di Giacono – continua Francesco – noi vedevamo piccoli scoppi dal fabbricato, carabinieri e vigili del fuoco che fuggivano e quindi un altro scoppio tremendo che ha disintegrato sia il fabbricato che altre costruzioni intorno. I carabinieri poi mi hanno detto che Alessio incurante del pericolo andava proprio verso quella casa matta esplosa per l’ultima, nonostante l’avessero avvertito del pericolo. Era un bravo ragazzo – conclude Francesco – il genietto di casa che avrebbe preso in mano l’azienda da grande”.

In Abruzzo capo corpo VV.FF. Alfio Pini – Il capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, l’ingegner Alfio Pini, e’ arrivato in Abruzzo per visitare i vigili rimasti feriti nelle esplosioni di ieri mattina a Villa Cipressi di Citta’ Sant’Angelo (Pescara). Attualmente è nell’ospedale di Pescara dove e’ ricoverato in rianimazione un vigile del fuoco sottoposto nelle ultime ore ad un intervento chirurgico.

Superstite,ecco come mi sono salvato –   ”Sono riuscito a mettermi in salvo. Zoppicavo. Ero con i miei due cugini. Siamo usciti all’esterno dopo il terzo scoppio. Alessio è corso verso la casa matta. Poi la quarta tremenda esplosione”. Racconta così gli attimi della tragedia di Villa Cipressi di Città S.Angelo, uno dei superstiti, Giordano Di Giacomo, 20 anni, ricoverato all’ospedale San Massimo di Penne (Pescara). Per lui primo interrogatorio da parte della polizia giudiziaria.

Situazione ricoverati negli ospedali di Penne e Pescara – Sono scesi a sei i feriti ricoverati negli ospedali di Pescara e Penne (Pescara), in seguito all’esplosione della fabbrica di fuochi di artificio avvenuta ieri a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo (Pescara) .  Come riferito all’ANSA dal Direttore medico dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, Valterio Fortunato, i feriti sono trattati nei due nosocomi da ieri, subito dopo l’esplosione. In rianimazione, a Pescara, si trovano un vigile del fuoco nelle ultime ore sottoposto a intervento chirurgico e un giovanissimo componente della famiglia Di Giacomo, proprietaria della fabbrica esplosa. È Gianmarco Di Giacomo, 17 anni, figlio del titolare Mauro, ancora disperso. Nell’ospedale San Massimo di Penne (Pescara) sono ricoverate attualmente quattro persone: due vigili del fuoco (nel reparto Otorino per lesioni e trauma acustico), la decana della famiglia Di Giacomo, la donna di 92 anni salvata nel suo letto dai soccorritori dopo le esplosioni, e Giordano Di Giacomo. Ieri altri due vigili del fuoco, che in un primo momento si era ritenuto fossero stati ricoverati, erano stati medicati e poi dimessi.

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