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ALTA CORTE DI GIUSTIZIA: Respinti i ricorsi del Palermo e della Sambenedettese
Giovedì, 25 Luglio 2013
7-ALTA-CORTE 
L’Alta Corte di Giustizia Sportiva, al termine delle udienze che si sono svolte oggi presso il Palazzo H al Foro Italico di Roma, ha respinto il ricorso proposto dal Palermo contro la FIGC. Il ricorso era riferito all’annullamento della decisione della Corte di Giustizia Federale FIGC, che ne aveva dichiarato inammissibile l’intervento, con riferimento alla materia di assegnazione e distribuzione dei diritti tv e in particolare al contributo di “Europa League”. L’alta Corte inoltre ha respinto il ricorso promosso dalla società U.S. Sambenedettese 1923 s.r.l. contro la FIGC contro la delibera del Consiglio Federale FIGC per via della quale la società ricorrente non era stata ammessa al campionato di seconda divisione 2013/2014.

Questo il dispositivo della sentenza

ALTA CORTE  DI GIUSTIZIA SPORTIVA

Foro Italico – Palazzo H – L.go Lauro de Bosis, 15 00194 – Roma
Segreteria: tel. +39 06 3685.7382 – fax +39 06 32723729
altacorte@coni.it – altacorte@cert.coni.it – www.coni.it
Alta Corte di Giustizia Sportiva presso il Coni
Prot. n. 00362
L’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA SPORTIVA
nel giudizio iscritto al R.G. ricorsi n. 19/2013 presentato, in data 21 luglio 2013, da parte dell’U.S.
Sambenedettese 1923 s.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) per
l’annullamento della decisione del Consiglio Federale F.I.G.C., di cui al C.U. n. 22/A del 19 luglio
2013, con la quale non è stata concessa alla società istante la Licenza Nazionale 2013/2014, con
conseguente non ammissione della stessa al campionato di seconda divisione 2013/2014.
Respinge il ricorso;
SPESE a carico della società ricorrente;
DISPONE la comunicazione della presente decisione alle parti tramite i loro difensori anche con il
mezzo della posta elettronica.
Così deciso in Roma, nella sede del Coni, in data 25 luglio 2013.
Il Presidente e Relatore
F.to Alberto de Roberto
Depositato in Roma in data 25 luglio 2013.
Il Segretario
F.to Alvio La Face

L’articolo che segue potete anche non leggerlo perché le voci che mi erano giunte due ore fa erano giuste. Ho preferito non rischiare per il semplice motivo che la notizia era brutta e non mi è sembrato giusto anticiparla, visto che sarebbe stata in ogni caso ufficiosa. 

Samb. In città è spasmodica l’attesa per la decisione dell’Alta Corte del Coni che decreterà in maniera definitiva la sorte della Sambenedettese Calcio. Meglio non scrivere delle voci più o meno accreditate che già ci hanno sussurrato l’esito finale. In questi casi, come in tutte le sentenze di un qualsiasi tribunale, è preferibile aspettare il rientro della corte con la notizia ufficiale. Nessuna illusione quindi e anche nessun rammarico. La sentenza è attesa per le 17. Per le motivazioni qualche ora in più. Da lì si potrà capire qualcosa su quanto è veramente successo nei momenti caldi in cui la nostra amata Samb doveva essere iscritta.

Un illustre avvocato sambenedettese ieri mi ha spiegato che la colpa principale è del duo Pignotti e Bartolomei che hanno tergiversato fino all’ultimo per il passaggio delle quote che sarebbe dovuto avvenire la mattina dello scorso 16 luglio, prima delle fatidiche ore 13. Il presidente Pignotti, invece, si è recato ad Avellino per trovare una soluzione dell’ultima istante e presentare una fidejussione con la quale avrebbe ovviato al passaggio della proprietà alla famiglia Milone, ritenendola (come ha spesso affermato) la peggiore per lui e il suo vice. Questi sarebbero stati  i fatti che , al di là delle ragioni e dei torti  (anche se in effetti appaiono chiare) hanno infilato la Samb in un buco nero dal quale se entro un’ora non troverà la luce, potrebbe portarla al punto zero della sua lunga storia.

Non resta che attendere dopodiché sarà più facile ragionare o meglio gioire o piangere su quello che è accaduto. Sembra infatti che, eccetto un ricorso alla giustizia ordinaria, che sembra perfettamente inutile, il verdetto sarà quello finale. Incrociamo le dita e preghiamo.

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