Calvarenzi. “Sposo le idee di Matteo Renzi. Io nel Pd? Solo se lo guida lui“, parole di Marco Calvaresi da molti interpretate come l’ennesimo ‘salto della quaglia’ dopo che aveva iniziato con la Pro Loco Sambenedettese a formare un qualcosa di politico poi abbandonato per provare la carta Pdl nelle scorse elezioni a sindaco. Tentativo che naufragò per una questione di interessi non coincidenti con Bruno Gabrielli che però coincise, come era prevedibile, con la sconfitta di entrambi a vantaggio di Giovanni Gaspari. La sua lista civica non fu sufficiente.
Superata la delusione si appoggiò all’Udc di Amedeo Ciccanti per il quale le strategie politiche sono da sempre il pane quotidiano. Una scelta azzeccata perché gli valse addirittura la seconda carica cittadina, quella di presidente del Consiglio Comunale con il benestare del sindaco Gaspari: un concorrente in meno all’opposizione. Insomma un neo politico (così ancora si definisce) con le idee chiare, visto il risultato raggiunto.
La prima vera crepa quando il suo anfitrione Ciccanti non viene eletto alle ultime elezioni politiche. Non passa una settimana e il nostro ripudia in maniera chiara ed inequivocabile l’ex onorevole. Una mossa più intempestiva non poteva farla anche se faccio un processo alle intenzioni se dico che, con Ciccanti deputato, il suo comportamento sarebbe stato diverso.
Mentre naviga in acque neutre diventa presidente onorario di un gruppo denominato “AdessoSbt” senza una collocazione politica ben definita. Un’associazione che di tutto si occupa meno che di turismo. Del quale con la neonata Apt si sta occupando la signora Antonia con buoni propositi.
Ieri, come un fulmine a ciel sereno (si fa per dire), Marco Calvaresi lancia l’idea di entrare nelle file renziane se il Pd passa a lui. Le recenti intenzioni bellicose del sindaco di Firenze lo hanno convinto all’ennesimo salto? Sì, ma soltanto se il capo del Pd sarà lui, sennò a che serve?
Mettiamo che le “ditte” del Pd (che io personalmente ho sempre biasimato perché portatrici di sacche di voti poco consapevoli, i già renziani non mi sento di escluderli dallo stesso modo di fare) non accettano il frizzante Matteo, Calvaresi che fa? Dobbiamo prepararci ad un’ennesima puntata sullo stile delle precedenti?
Chi vivrà vedrà ma prima voglio dire la mia: se avessi sopra una torre Bersani, Letta e Renzi, butterei di giù prima Renzi poi Letta poi Bersani. Non salverei nessuno ma l’ordine è significativo. Per quello che conta.

PS Pregherei le persone citate in questo mio disappunto a smentirmi nei fatti se il mio racconto non corrisponde alla realtà. Nessuno è perfetto. Altre disquisizioni non sarebbero gradite, fa troppo… caldo.

 

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