SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ci tengo ad affermare che noi albergatori non chiudiamo ‘prima’ per pigrizia o negligenza ma, semplicemente perché a inizio settembre (coincidendo spesso con l’inizio della scuola) la clientela scarseggia o non c’è”. Così il vice presidente dell’associazione Riviera Delle Palme Gaetano De Panicis risponde alla punzecchiatura del sindaco Gaspari fatta qualche giorno fa in occasione dell’annuncio dell’arrivo del Ministro del Turismo russo.

“Prendo comunque la frase del sindaco come ‘battuta’, ‘chiacchiera da bar’ e auspico che prossimamente intervenga seriamente per aiutare gli albergatori e gli altri enti nella situazione delicata dell’attività turistica”. Sul fatto dell’arrivo imminente dei turisti tedeschi De Panicis aggiunge “Son ben accetti da tutti noi, e saremmo disposti naturalmente a rimanere aperti anche fuori stagione per accoglierli, ma siamo sicuri che arriveranno?”.

Il vice presidente inoltre ha voluto dire la sua riguardo al proprio settore lanciando anche qualche stoccata a chi a suo parere sminuisce la loro attività: “Innanzitutto difendo il 70% degli albergatori che fanno bene il loro dovere con strutture e servizi adeguati ai visitatori e critico naturalmente il 30% rimanente che non lo fa, noto con stupore che tanta gente critica il nostro operato, molto spesso parlando a vanvera. Ebbene invito chiunque abbia da ridire di mettersi in gioco e mettere in pratica le proprie teorie, così magari si renderà conto che fare l’albergatore non è facile ma è frutto d’impegno, passione, sacrificio e di un investimento non indifferente. Ogni mestiere è difficile da affrontare. Purtroppo c’è una brutta tendenza nel parlare male tra i vari enti, dare giudizi affrettati e inopportuni che sono soltanto deleteri per l’intera collettività. Bisognerebbe parlare meno, ormai è diventato lo sport più praticato e preferito, collaborare tutti insieme (albergatori, operatori, commercianti, amministrazione comunale) e soprattutto ‘fare’. Solo facendo in questo modo s’innescherebbe una catena positiva che darebbe benessere in tutti i campi. Sparlare, invidiare e criticare ingiustamente farebbe, e fa in questo momento, solo l’opposto. Il turismo in Riviera non dipende solo dagli albergatori ma da tutti i fattori che compongono la città. Cittadinanza compresa”.

E, infatti, un richiamo arriva anche ai cittadini: “Una parte dei sambenedettesi vede il turista come elemento di disturbo, non lo sopporta e conseguentemente diventa scortese nei suoi confronti, ciò non giova per nulla per l’afflusso del turismo. Inoltre dovrebbero apprezzare di più i servizi offerti dalla comunità e invece non lo fanno, non lamentandosi invece delle ingiustizie che magari subiscono fuori città. E’ come se qui si sentissero padroni, pensando che tutto gli è dovuto, ma devono capire che non è così”.

Abbiamo poi chiesto a De Panicis quali sono secondo lui i motivi per cui il turismo è calato negli ultimi anni: “Innanzitutto San Benedetto dovrebbe essere paragonata a delle realtà più consone, infatti, a livello regionale costiero i dati dicono che è la prima a livello di presenze. Si sbaglia a volerla paragonare a mete nazionali e internazionali più ambite. La città offre quello che ha, in altre parole solo il mare, non ha monumenti o musei importanti come si possono trovare a Roma o Parigi. C’è un turismo prevalentemente familiare, per l’agiatezza che la riviera offre, altri servizi degni di nota non ce ne sono, bisogna essere chiari. Inoltre qui il turismo ha una durata di tre mesi, naturalmente il periodo estivo, fuori stagione offre poco o niente. Altre problematiche sono il turismo internazionale che ha cambiato il modo di viaggiare, non più in auto ma soprattutto aerei a costi bassi (e qui non ci sono aeroporti), è cambiato anche il modo di programmare le vacanze, anni fa si prenotava mesi prima con l’incognita del meteo, ora si possono sapere in notevole anticipo determinate condizioni meteorologiche e il turista valuta se viaggiare o no. Naturalmente influisce anche la crisi economica che colpisce tante famiglie e molti non si possono permettere di spendere soldi per andare in vacanza. Queste problematiche comunque colpiscono anche città più quotate come Rimini, non è vero che lì anche dopo l’estate ci sta gente, non più almeno”.

C’è un altro problema che preoccupa il vice presidente: “Ci sono troppi venditori ambulanti in spiaggia e in centro, non è una questione di ‘pelle’ ma semplicemente di numero. Anche se fossero stati venditori norvegesi, il problema sarebbe rimasto identico. Ce ne sono tanti e infastidiscono ripetutamente i visitatori che vogliono riposarsi e non riescono. Bisognerebbe trovare una soluzione, più controlli da parte dei vigili e magari un’area adatta per il loro mercanteggiare”.

Infine De Panicis ha dichiarato che da parte degli albergatori questa stagione è per ora nella norma di presenze previste (tranne giugno per causa del maltempo), mentre per gli stabilimenti balneari la situazione non è per niente buona con le spiagge semivuote e con i pochi presenti che spendono poco. Per risolvere tutti questi problemi è stato ripetuto che ci vuole l’intera coesione e collaborazione tra i vari enti e l’amministrazione comunale, fare meno ‘battute’ e agire. Prima che le cose precipitino definitivamente.

Chiusura con un pensiero del vice presidente: “Possibile che la colpa sia sempre di noi albergatori qualunque cosa succeda? Nonostante altri problemi notevoli che la città ha? Che sia un modo per sviare l’attenzione pubblica?”.

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