SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Approda in Consiglio Comunale l’approvazione del   “Documento strategico” per la pianificazione urbanistica. Nella delibera che verrà votata nell’assise di giovedì 11 luglio si ripercorre la storia degli ultimi sette anni di “vita urbanistica” cittadina, imperniata sulla necessità di superare un Piano Regolatore risalente agli anni ’80 e non più rispondente ad una realtà cittadina profondamente mutata. Nel 2007 il Consiglio comunale approvò lo “Schema Direttore”, un atto tendente a dettare gli obiettivi di fondo, gli indirizzi e i progetti della pianificazione comunale in coerenza con quanto previsto con la proposta di legge regionale urbanistica dello stesso anno che non fu mai approvata. Ciò, si spiega nell’atto, ha costretto l’Ente a procedere con la vecchia normativa, e cioè con una serie di varianti al Piano regolatore per dare le risposte che la città attendeva da anni. Nel frattempo è intervenuta la legge regionale n. 22 del 2011 che introduce un nuovo strumento urbanistico, il Programma Operativo per la Riqualificazione Urbana (Poru), mentre la nuova legge urbanistica è ancora di là da venire. Da queste considerazioni nasce la necessità di costruire uno strumento, denominato appunto “Documento Strategico”, che parta da analisi ed obiettivi dello “Schema Direttore” per fare da “ponte”, utilizzando le norme in vigore, fino all’entrata in vigore della nuova legge regionale organica per il governo del territorio.

Inoltre, si discuterà di una variazione al bilancio di previsione 2013 per acquisire il finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di 300 mila euro, provenienti dal programma stralcio del Piano Straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, per i lavori di miglioramento sismico della scuola media “L. Cappella”.

Ed ancora, spazio all’approvazione definitiva della variante all’art. 29 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore che disciplina i cambi di destinazione degli edifici turistico – alberghieri. Giunge così a conclusione un iter tormentato che ha visto Comune e Provincia confrontarsi su diversi aspetti della procedura adottata dall’Ente tra il 2008 e il 2010 per rendere meno conveniente la trasformazione di strutture ricettive in edifici di civile abitazione. Su quella procedura pende ancora un giudizio di merito del TAR a cui la Provincia ha fatto ricorso e che si è già pronunciato negando la sospensiva dell’atto deliberativo nella sua forma originaria. Tra gli elementi rilevanti della nuova formulazione dell’art. 29 delle NTA, la previsione dei cambi di destinazione degli edifici turistico alberghieri attuabile mediante permesso di costruire, l’obbligo di una progettazione che comporti standard qualitativi elevati in materia di sicurezza, edilizia sostenibile, risparmio energetico, qualità architettonica e ambientale, la dotazione minima di 1 mq per parcheggi ogni 10 mc di costruzione, l’abbassamento, da 4 (com’era nella versione originaria del provvedimento) a 2 metri cubi per metro quadro, del limite di indice fondiario per il cambio di destinazione d’uso degli edifici residenziali. Su questa nuova formulazione non si sono registrate osservazioni e c’è anche il parere favorevole della Provincia.

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