GROTTAMMARE – Il secondo Consiglio Comunale di Grottammare, tenutosi il 27 giugno, si è parlato di Tares e di Variazione di Bilancio, argomenti suddivisi in tre punti, tutti passati con la maggioranza dei voti, nessun astenuto e con la opposizione contraria.

Assenti durante la seduta Roberto Marconi, Monica Pomili, Daniele Mariani e Clarita Baldoni, mentre il consigliere Filippo Olivieri ha abbandonato l’assise alle 19.30.

Ad aprire i lavori, la periodizzazione delle scadenze Tares. Stabilita secondo una linea di proporzionalità, il consiglio comunale ha fissato le 3 scadenze annuali della tassa in 31 luglio, 30 settembre e conguaglio al 30 novembre.

Dal momento che secondo le stime la Tares graverà per il 20% in più rispetto al carico fiscale 2012 (e cioè sarà all’incirca il 120% della vecchia Tarsu), è stato stabilito il pagamento del 40% dell’importo ad ogni scadenza. Per il pagamento in un’unica soluzione dell’acconto totale (80%), invece, la scadenza è stata fissata a fine luglio.

Stabilite anche le modalità di pagamento: con il tradizionale bollettino di conto corrente intestato al comune (come per la Tarsu 2012) per quanto riguarda le prime due scadenza; per la scadenza di novembre, contenente anche i 30 centesimo al mq diretti allo Stato, il pagamento va fatto su modello F24 o un diverso bollettino postale intestato alla Tesoreria unica della Banca d’Italia. Vietati altri mezzi di pagamento pos, contanti, carte di credito.

“Abbiamo stabilito le scadenze e non le tariffe – ha spiegato l’assessore all’Ottimizzazione delle Risorse, Alessandro Rocchi – perché la normativa è in divenire. Il governo centrale ha promesso che entro agosto stabilirà i criteri utili a questo e quindi come Comune abbiamo ritenuto, sulla scia di altri Comuni, di regolamentare solo le scadenze. In ogni caso, nel mese di luglio a tutti i cittadini di Grottammare verrà inviata una informativa contenente queste novità”.

Andrea Crimella: “La facoltà di potersi astenere dal pagamento, non è possibile e lo sappiamo. Invitiamo ciononostante l’Amministrazione e la giunta ad attivare un recupero di risorse all’interno degli sprechi che la macchina amministrativa e comunale genera, al fine di poter infoltire il patrimonio a disposizione dei Servizi Sociali. Denuncio una mancata lungimiranza in una situazione che molta ne avrebbe richiesta”.
(passata con 10 voti favorevoli; 5 contrari; 0 astenuti).

Per la Variazione di bilancio 2013 l’assessore Rocchi ha inizialmente parlato di un aggiustamento dei vari capitoli per maggiori spese del personale e relativamente al risparmio sul ballottaggio che è stato di 15mila euro.
(passata con 10 voti favorevoli; 5 contrari; 0 astenuti)

Poi si è passati al terzo e ultimo punto, la Variazione del bilancio 2013, in cui sempre l’assessore Rocchi ha spiegato la variazione al Bilancio della nuova amministrazione grazie ai 15mila euro (di cui sopra) che sono state suddivise per 10mila euro ai centri ricreativi e 5mila euro per le rette del ricovero.

Maria Grazia Concetti interviene non entrando nel merito del risparmio di 15milaeuro per la mancanza di ballottaggio e comenta “E’ merito nostro”.

Dopo la battuta iniziale la consigliera affronta l’argomento “staff del sindaco” e commenta: “Si sarebbe potuto spostare un dipendente interno e destinarlo al ruolo di segretario. Ma perché far lavorare chi ha già un lavoro uno che si è messo in aspettativa per fare il segretario? La scelta non sarebbe potuta ricadere su un padre di famiglia senza lavoro? Forse si poteva aspettare un po’ di più che un mese per cercare meglio.

Lorenzo Vesperini è intervenuto sull’argomento sostenendo che Piergallini avrebbe fatto meglio a scegliere tra i suoi candidati durante le elezioni il suo segretario, così magari si sarebbe ridotto lo stipendio.

Andrea Crimella: “Lo sforzo del sindaco è stato  a metà. La noncuranza della amministrazione di mettere 34mila euro sul tavolo come niente fosse e di fronte alle mie perplessità mi è stato risposto che è lo stipendio normale di un dipendente comunale. Ci avete ragionato a quante persone sarebbero state disposte a lavorare in un ufficio del sindaco di una città di 15mila persona. Ma con 34mila euro quante cose si potrebbero fare? Che non sia circense il gioco che copre gli occhi a tutti i cittadini, il pane lo abbiamo già finito. Distribuzione di quei soldi alle famiglie”

Sandro Mariani: “Il segretario secondo regola, anche la Corte dei Conti si esprime così, dovrebbe essere individuato all’interno del comune. Che la scelta ricada comunque su qualcuno ne abbia bisogno.

Il sindaco Enrico Piergallini: “Fondamentale la figura del segretario che aiuta il sindaco a svolgere le mansioni. In questo periodo sono venuti dei dipendenti ad aiutarmi, in attesa di formare il mio staff e gli uffici dai quali provenivano ne hanno risentito. Ci sono sì 138 persone che lavorano per il Comune ma spesso ci si dimentica che comprendono, i dipendenti della farmacia comunale o cuoche che lavorano nelle scuole.Comunque con il taglio che abbiamo fattogli assessori ed io ai nostri stipendi, lo paghiamo noi lo staff, io contribuisco da solo per il 40%. Mi chiedo come mai nei vostri interventi (riferendosi ai consiglieri di opposizione ndr) non abbiate nominato il nome di Stefano Fabioni, pur voi conoscendolo bene, per paura di ritorsioni giuridiche da parte di quest’ultimo, viste quello che avete detto? La scelta che ho fatto è precisa, Fabioni conosce la macchina comunale è altamente professionale. Non potevo rischiare una persona nuova da formare, quando anche io sono nuovo in questo ruolo”.

Anche questo punto è passato a maggioranza, con 10 voti positivi, 0 astenuti e 4 contrari (dopo l’uscita di Olivieri).

Sull’argomento staff del sindaco il clima all’interno del consiglio comunale si è accesso, battibecchi a suon di citazioni culturali e libri letti, scontro sull’etimologia del termine “demagogia” (sulla bocca di tutti ormai e scoccata tipo freccia, forse,in troppe occasioni) e il conseguente consiglio a prendere ripetizioni di greco e latino. La cultura, se poi possa essere mai quantificata, usata a mo’ di pallettoni da tirare contro l’avversario. Se ci possiamo permettere, non ci è sembrato proprio uno spettacolo degno.

 

 

 

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