SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuove polemiche in maggioranza. A scaldare ulteriormente gli animi di un centrosinistra già in ebollizione ci ha pensato l’incontro avvenuto giovedì mattina tra il sindaco Giovanni Gaspari e l’ambasciatore della Repubblica Democratica popolare della Corea del Nord S.E. Kim Chun Guk, ricevuto in Municipio anche dal presidente del Consiglio Comunale, Marco Calvaresi, e da Massimo Urbani, promotore dell’iniziativa.

Un appuntamento organizzato senza troppa pubblicità, che ora irrita ed imbarazza diversi alleati di governo. “Ci aspettiamo l’ambasciatore siriano”, attacca senza mezze misure il segretario provinciale giovanile dell’Italia dei Valori, Alessandro Marini. “Le continue minacce di test nucleari, i tassi di povertà tra i più alti del mondo, il regime di censura e violenza che vige in quel Paese , dove ancora esistono campi di concentramento, sembrano non turbare assolutamente questa amministrazione, che si mostra sorridente di fianco al rappresentante di Kim Jong”.

Marini snocciola quindi i recenti dati rivelati da Amnesty International: “Decine di migliaia di persone, donne e bambini inclusi, sono vittime di soprusi e abusi solo perché dissidenti politici. Avrebbero dovuto far propendere il sindaco e il presidente del Consiglio a soprassedere o, ancor meglio, a rifiutare sdegnati l’incontro”.

L’iniziativa rientrava nella promozione, da parte del dottor Urbani, di “C’è – Italia”, realtà attiva in settori “di intervento primari delle necessità della popolazione, come abbigliamento, edilizia, agroalimentare, comunicazioni, trasporti, sicurezza sociale”.

Nel comunicato dell’ufficio stampa del Comune viene allegato un intervento dello stesso Urbani: “L’unicità di C’è Italia è che la sede centrale – da dove partono tutte le varie iniziative – è P’yongyang, nota capitale delle Repubblica Democratica Popolare di Corea sempre, dovunque e comunque isolata e condizionata da una ignobile ed ignorante propaganda negativa internazionale. La nazione offre oggi tutta una nuova serie di opportunità, a partire dalla volontà  del regime esistente di accelerare il processo di riunificazione con il sottostante sud”.

Commenta ancora Marini: “C’è da rimanere davvero di stucco. L’accoglienza riservata all’ambasciatore nordcoreano e l’avvincente presentazione che viene fatta di uno dei più poveri Paesi del mondo, appare come uno scherzo. Ovviamente non è così. Attendo fiducioso l’arrivo di emissari siriani o turchi per qualche lezione sulla democrazia”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.913 volte, 1 oggi)