Sports Stars. L’evento Stars Sports doveva essere una rilevante promozione mediatica per la Riviera delle Palme e anche per il Piceno tutto. Non è stato così. Anzi, senza l’intervento di Maurizio Compagnoni, una persona che vuole bene in maniera disinteressata alla propria città, la definizione di “frittata” non gliel’avrebbe tolta nessuno. Dei diversi personaggi annunciati alla vigilia (sempre grazie a Compagnoni) non si sono visti Ballardini, Destro, Verratti, Amauri, Ugo Conti, Primo Reggiani, Raffaello Balzo, Danilo Brugia. Pare per motivi familiari o per impegni dell’ultim’ora. Ma per una defaillance così numerosa, l’organizzazione si sarebbe dovuta far sentire con i vari assenti o almeno inviare con tanto di scuse un messaggio alla stampa. Infatti, gli organi di informazione, noi compresi, si erano spesi gratuitamente per pubblicizzare quello che doveva essere un evento di rilievo per la nostra città.

Per fortuna ha attenuato i vari “inconvenienti” la presenza di Sky (pure qui lo zampino di Compagnoni), che ha dato un tono alla manifestazione quando il suo compito era solo quello di fare da contorno ai personaggi e non di esserne protagonista. Riuscita in pieno, quindi, la missione mediatica. Il nome e le immagini di San Benedetto sono risaltati per una settimana su Sky Sport e sui principali giornali nazionali. Collegamenti live, interviste dalla spiaggia a Gnocchi, Branciamore, Propizio, servizi sulla Gazzetta e Tv Sorrisi e Canzoni. Insomma i “mezzi” ci sono stati, gli attori (cioè i protagonisti) no, nella misura in cui erano stati annunciati.

L’obiettivo, riuscito, era quello di introdurre la realtà di San Benedetto nel circuito delle mete vacanziere battute da calciatori, attori e allenatori. Un lavoro attuato anni fa da Milano Marittima, che potrebbe esplodere anche in Riviera qualora l’esperienza proseguisse. Peccato solo che l’80% dei protagonisti venga al mare da noi da sempre. Parlo di Novellino, Antonio Chimenti, Palladini, Delvecchio, Somma, Colantuono, Ossini, il sanseverinate Bonaventura, Remo Croci.

“L’importante era cominciare”, ha commentato Maurizio Compagnoni in questi giorni. Ma è anche vero che solitamente quando si organizza qualcosa, la prima volta subentra un grande entusiasmo che contribuisce alla migliore riuscita. Senza Sky (tornerà il prossimo anno?) il tutto si sarebbe risolto in una specie di incontro tra vecchi amici, più o meno di grido, che avremmo potuto paragonare ad una festa simil-paesana sempre nello stesso posto. Il circolo tennis è stato un luogo ideale, tuttavia non ha visto il coinvolgimento della città, che poteva starci con una festa in piazza o attraverso l’utilizzo dell’accattivante area del Beach Soccer. Presentatori Compagnoni e Croci. Uno scenario, seppur per una sola sera, che avrebbe dato un valore diverso a tutto l’evento.

Sarebbe così diventato uno show pubblico, mentre alla fine tutto si è risolto in incontri privati in tre o quattro ristoranti: pare che gli alloggi siano stati a carico degli albergatori mentre tutto il resto a spese del Comune grazie agli otto mila euro di finanziamento. Sono molto deluso non solo perché mi aspettavo di più, ma anche perché ci credevo e per questo motivo ho organizzato l’arrivo di Calum Best che ha perlomeno dato calore e un po’ di fantasia all’iniziativa.

Persino l’ufficio stampa è stato abbastanza approssimativo ma noi vi abbiamo rimediato senza che ci fosse arrivato uno straccio di comunicato su quanto stava accadendo. Poco a dir la verità.

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