SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A San Benedetto del Tronto c’era già stato nel caldo giugno del 2005, quando i rossoblù disputarono la semifinale play-off di serie C1 contro il Napoli. Massimo Ugolini, inviato a bordo campo per Sky, aveva cominciato l’avventura con la squadra partenopea appena dieci mesi prima. “Fu la mia prima stagione dietro ai partenopei”, confessa oggi il giornalista che ha curato per cinque giorni dalla Riviera i collegamenti in esterna di “Speciale Calciomercato”.

Un binomio nato per caso, voluto dal direttore di rete dell’epoca. Per un Napoli in fase di ricostruzione la stessa attenzione dedicata ad un club di A. “Non so fino a quando durerà, per ora mi va bene così. Il primo anno fu molto divertente, il secondo anno meno. La promozione alla serie cadetta non arrivò subito, un secondo anno di C non era nei piani societari, la sofferenza era percepibile”.

La costa picena gli piace, dato che “coniuga le esigenze della famiglia con quelle di un ragazzo che vuole divertirsi a vent’anni”. Mix ideale per trascorrere una bella vacanza. “Maurizio Compagnoni non fa che parlarmene. San Benedetto è casa sua, è nato qua, si sente profondamente legato al territorio e ne parla molto bene. E’ stato lui a proporci di venire”.

A Sky dal 2003, ha visto l’emittente di Murdoch nascere. In precedenza anche un’esperienza a Telemontecarlo durante il passaggio a La7. Lo sport e il calcio sono stati gli ultimi gradini di una gavetta articolata. “Cominciai nel novanta curando la cronaca al quotidiano Il Tempo, diventai pubblicista con la nota radio capitolina RadioRadio. Seguii pure la politica, per un’agenzia che realizzava dei servizi per un network di tv locali”.

Da esperto del mondo-Napoli ritieni davvero che Mazzarri fosse giunto a fine ciclo?

“Il rapporto è durato quello che doveva durare. Un giocatore o un mister senza più motivazioni è meglio che cambi aria. Mazzarri era fermamente convinto che il suo percorso fosse concluso. Aveva bisogno di stimoli, quattro anni di permanenza in una società non sono pochi. De Laurentiis ha cercato in tutti i modi di capire se fosse vero che l’esperienza fosse arrivata capolinea, quando ne ha preso atto i due si sono serenamente lasciati. Peccato, secondo me forse qualcosa di più avrebbe potuto produrre, l’impressione è che se Mazzarri avesse avuto la voglia di rimanere, il prossimo sarebbe stato un anno importante”.

Benitez ti sembra l’alternativa giusta?

“E’ l’allenatore giusto se si cala nella realtà napoletana, completamente diversa dal resto. Nel breve periodo che l’ha guidata, Benitez ha lasciato all’Inter una Supercoppa Italiana e un Mondiale per Club. E’ un mister che sa vivere nelle difficoltà”.

Forse però è una figura più adatta ai tornei brevi che alle lunghe competizioni.

“Non dimentichiamoci che vinse un campionato col Valencia. Bisogna vedere anche chi alleni. Col Liverpool vinse una Champions League e fece bene in Premier, pur non essendo i Reds i più forti. Aveva contro Arsenal, Manchester, Chelsea”.

In questi giorni a Napoli si sta sollevando insofferenza nei confronti dell’atteggiamento di Cavani. Come lo giudichi?

“Non penso nulla, attendo di capire cosa accadrà. C’è una clausola, che non è una propensione alla cessione, bensì la normale consapevolezza che esista un’eventualità. Credo che si discuterà, senza problemi”.

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