SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nessun potere di far fuori Loredana Emili e Sergio Pezzuoli dal Partito Democratico, ma nemmeno la possibilità di escluderli dal gruppo consiliare. Almeno secondo gli stessi dissidenti, che si appellano al regolamento comunale. “Benigni e gli altri non posseggono il diritto di mandarci via, le norme non lo prevedono”, dice Pezzuoli. “Un consigliere può andare via dal proprio gruppo e entrare nel gruppo misto solo di sua volontà, non perché silurato. Chiederemo delucidazioni al presidente Calvaresi”.

Ormai non c’è giorno in cui nella principale forza di maggioranza non si litighi. Da una parte la coppia di contestatori, dall’altra il sindaco Gaspari sostenuto dai suoi fedelissimi. Due fazioni contrapposte che hanno rinunciato definitivamente ad ogni proposito di riappacificazione.

“Benigni mente quando dice che non andavamo alle riunioni – prosegue Pezzuoli –  evidentemente confonde la maggioranza con il gruppo. L’ultima convocazione di quest’ultimo avvenne quando proprio lui presentò il documento con cui voleva indicarci ai probiviri. L’unico appuntamento a cui non eravamo presenti, poi non ha convocato più niente”.

Emili e Pezzuoli invieranno una lettera alla Commissione regionale dei Garanti: verrà sottolineato come il capogruppo abbia il dovere di convocare tutti i componenti dell’assise agli appuntamenti di partito. Per quanto riguarda invece l’Unione Comunale, si va verso il rinvio dell’appuntamento inizialmente previsto per sabato per l’impossibilità di partecipare da parte del segretario provinciale, Antimo Di Francesco.

Il coordinatore locale, Felice Gregori, tenterà pertanto di trovare a breve altre giornate libere, tuttavia mettere d’accordo tutti risulta sempre più complicato. La sensazione è che dietro ai continui rinvii ci sia al contrario il tentativo di evitare il faccia a faccia a tutti i costi.

Nel frattempo, il fronte degli scontenti si allarga. Oltre a Emili e Pezzuoli anche i Giovani Democratici alzano la voce per via del comportamento tenuto dal centrosinistra in merito alla vicenda skatepark: “La parte migliore del Pd siamo noi”, ribadiscono.

 

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