MARTINSICURO – Pescatori sul piede di guerra a Martinsicuro a pochi giorni dalla conclusione degli scavi che avrebbero dovuto dragare il porto e facilitare il transito delle barche nell’approdo. I lavori sono terminati venerdì, ma nulla è cambiato per la marineria, in quanto la sabbia è stata prelevata solo a nord del porto, in una zona dove non transitano le barche, lasciando invece insabbiati i fondali a sud.

“E’ una situazione vergognosa – tuonano i pescatori – ci avevano promesso di migliorare le nostre condizioni di lavoro, ma il dragaggio si è concluso e nulla è cambiato”.

75mila euro il costo dell’intervento con cui sono stati prelevati dal porto 18mila metri cubi di sabbia  da spalmare con il ripascimento nelle zone erose di Martinsicuro e Villa Rosa. Un’operazione che però, essendo stata effettuata nella zona nord dell’approdo, non ha di fatto modificato lo stato delle cose a sud, dove invece opera la marineria. Alla base ci sarebbe il fatto che per riuscire ad avere a disposizione più sabbia in minor tempo (contenendo dunque i costi dell’operazione), si è pensato di prelevarla in un punto di più facile accesso per i mezzi.

“Abbiamo ripetuto diverse volte agli addetti ai lavori e all’amministrazione che l’intervento non era corretto e che non sarebbe stato risolutivo, ma nessuno ci ha ascoltato” incalza la marineria.

Un unico scavo è stato realizzato a sud nel mese di aprile tuttavia, per via della modesta quantità di sabbia dragata, l’operazione non ha di fatto risolto le difficoltà che hanno le barche ad entrare ed uscire dal porto. Difficoltà che condizionano pesantemente le attività quotidiane dei pescatori.

“Avevamo chiesto un miglioramento delle nostre condizioni di lavoro e invece ci ritroviamo in un ambiente dove non solo è quasi impossibile far uscire le barche in mare, ma addirittura è diminuita anche la sicurezza. A nord del porto c’è infatti il disastro”. Sotto accusa anche lo scavo effettuato a ridosso della strada di accesso all’approdo, che ha ristretto lo spazio per il transito delle auto e causato un dislivello di circa un metro e mezzo, pericoloso per chi dovesse accedere di notte in quella zona piuttosto buia. Il Comune ha comunque provveduto delimitare l’area con nastri e recinzioni.

Come risposta alle rimostranze  delle scorse settimane della marineria, sembra che l’amministrazione avesse inizialmente indicato di spostare temporaneamente l’attracco delle barche al molo, dove c’è più acqua: proposta respinta dai pescatori per motivazioni tecniche (la necessità di utilizzare la spiaggia per poter lavorare il pesce) e di sicurezza (in caso di mareggiate le imbarcazioni sarebbero danneggiate).

Questa mattina si è tenuto un nuovo incontro per decidere il da farsi. A quanto pare la mancanza di fondi comunali avrebbe portato l’amministrazione ad ipotizzare, per ulteriori operazioni di dragaggio nella zona sud, un impegno economico compartecipato con la marineria. Proposta rimasta per ora in sospeso, in attesa di preventivi di spesa sulla base dei quali Comune e pescatori decideranno come muoversi.

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