SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Genera grande preoccupazione quanto sta accadendo nelle ultime settimane in Turchia: le manifestazioni di Piazza Taksim ad Instabul contro l’abbattimento degli alberi dello Gezi Park si sono trasformate in momenti di vera agitazione popolare e l’Europa non può rimanere inerme ignorando un tale campanello d’allarme.

Quella che doveva essere una pacifica protesta per impedire l’iniziativa del primo ministro Erdogan consistente nella costruzione di un centro commerciale, di una moschea e di tunnel sotterranei dove ora si trova l’angolo verde della città turca è diventata ancora una volta una triste occasione per ribadire la minaccia alla democrazia fornita da uno stato che tende a reprimere con la forza le manifestazioni di piazza, con un bilancio attuale di quattro morti e migliaia di feriti. Come già accaduto ai tempi del G8 vengono evidenziati tutti i limiti di uno stato di polizia che pregiudica l’attività democratica.

L’aria che si respira è quella di rinnovamento, non solo difesa dell’ambiente e degli spazi verdi quindi, ma soprattutto una ritrovata attenzione per la libertà dei giovani e per il rispetto delle donne. Per questo motivo si alza la voce del movimento Se Non Ora Quando, nato il 13 febbraio 2011 e attivo ancora per promuovere la dignità di donne e ragazzi, che chiede al governo italiano e a tutta l’Europa di denunciare in maniera chiara e decisa l’operato del governo turco adottando misure forti. Inoltre i rappresentanti dei comitati ricordano a tutti la petizione di Amnesty contro la violenza sui manifestanti: http://www.amnesty.it/turchia_violenze_polizia_manifestanti .

I comitati Se Non Ora quando attualmente aderenti oltre a quello di San Benedetto del Tronto sono quelli di: Genova, Alto Adige Sud Tirol, Torino, Libere, Modena, Cagliari, Cerignola, Ancona, Venezia, Monterotondo, Donne Mogliano, Teramo, Udine, Cesano Maderno e Verona.

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