SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quella del capogruppo del Pd e’ una reazione scomposta e assurda, rispetto a una semplice richiesta di discussione all’interno del partito di argomenti che consideriamo importanti della città”. Loredana Emili non aggiunge altro, all’indomani delle esternazioni di Claudio Benigni, che ha di fatto escluso l’ex assessore e Sergio Pezzuoli dalle decisioni del gruppo consiliare della prima forza di maggioranza.

Le vicende dei dissidenti terranno banco nella riunione di martedì sera, alla quale però i due non sono stati nemmeno invitati. Non ci saranno dunque e, al contempo, mancherà all’appello anche il segretario locale, Felice Gregori. “Non parteciperò ritenendo che l’ordine del giorno non risponde alle mie logiche. Non ho mai ritenuto di dover far parte di tribunali senza che vi possa essere un contraddittorio; diversamente sarei un militante del Movimento 5 Stelle che in questi giorni sta facendo ampio uso del termine epurazione. E’ opportuno ricordare che ciascun consigliere comunale è tale in virtù dei voti espressi dai cittadini, principio che legittima tutti coloro che siedono in assise, e non solo coloro che più facilmente trovano convergenze e condivisioni”.

Un assist a Emili e Pezzuoli nemmeno troppo celato, con conseguente ammonimento ai fedelissimi del sindaco Gaspari, decisi a mostrare i muscoli. Per questo motivo Gregori precisa: “La facoltà di esprimersi intorno all’appartenenza di una persona al Partito Democratico, se si ritiene che questa abbia violato i dettami dello statuto,  è appannaggio esclusivo dell’assemblea dell’Unione Comunale o, eventualmente, della persona stessa nel caso maturi la propria decisione di rinunciarvi; in alcun caso il gruppo Consiliare  ha facoltà di assumere decisioni in merito in maniera autonoma, ovvero senza un pronunciamento dell’assemblea già citata. Tanto il gruppo consiliare quanto i cosiddetti dissidenti hanno il diritto di chiedere alla suddetta assemblea l’espressione di una volontà in merito alla questione, e questo è quello cui il segretario è tenuto a fare nel rispetto della richiesta dei consiglieri Emili – Pezzuoli. In merito sto pertanto lavorando per convocare il suddetto organo entro la corrente settimana affinché possa prendere atto della situazione ed esprimersi in merito”.

Il giorno fatidico sarà probabilmente sabato. In quel contesto, Gregori ribadirà la propria indipendenza intellettuale e terzietà dinanzi ai recenti accadimenti. “La mia decisione non costituisce nessuna forma di pressione nei confronti di chicchessia – continua – ma è piuttosto l’esercizio di un diritto a cui il segretario dell’Unione ha il dovere di rispondere positivamente. Altro dovere a cui il segretario, e non altri, è sottoposto è quello di favorire momenti di chiarificazione tra membri del partito coinvolti in contrasti, nel tentativo di arrivare ad una conciliazione o almeno ad una chiarezza definitiva delle posizioni prima della discussione assembleare. Questo è quello che ho tentato di fare ma a vanificare tale tentativo è intervenuta la volontà, da parte di chi rimane da chiarire, di pubblicizzare sulla stampa la notizia dell’incontro prima che avvenisse, forse con lo scopo di esercitare qualche forma di pressione, rendendolo di fatto poco utile. Per questo motivo ho ritenuto di annullarlo in piena autonomia, avendo riscontrato una scarsa sensibilità nonostante fosse stato da me ribadito più volte”.

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