SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La sforbiciata al cartellone estivo di Scenaperta fa arrabbiare le storiche manifestazioni rivierasche, come ci ha confidato un noto personaggio sambenedettese che di queste vicende se ne intende. Finanziamento decurtato, programma rivisitato, in virtù di una spending-review imposta dalla crisi economica.

Se da una parte è vero che gli eventi strategici non hanno dovuto prendere parte al bando che metteva sul piatto un bottino complessivo di 25 mila euro, va anche sottolineato come gli appuntamenti consolidati abbiano dovuto fare i conti con il taglio dei contributi.

“Maremoto” percepirà 15 mila euro, anziché i 25 mila del 2012, mentre “Open Sea” dovrà scordarsi i 40 mila euro dell’anno scorso. Stavolta si parla di circa un terzo, tuttavia la cifra esatta verrà confermata solo dalla delibera ad hoc disponibile dalle prossime settimane.

Bacino ristretto e divisione dei pani e dei pesci. Una logica che non piace affatto a chi avrebbe preferito identificare la calda stagione in uno – massimo due – show rappresentativi, che potessero aiutare la promozione della città nel resto d’Italia.

Le scottature recenti hanno contribuito a generare la prudenza. L’amministrazione comunale non intende più investire grosse cifre al buio, né tantomeno è disposta a virarle su un’unica proposta.

“Open Sea”, quasi sicuramente, non potrà bissare il cast di dodici mesi fa. Tra il Teatro Concordia e la zona Porto andarono in scena gli spettacoli di Michele Riondino, Alessio Boni e Marcello Prayer. A loro si aggiunse l’unica tappa marchigiana del concerto di Vinicio Capossela, organizzato da Piceno Eventi, che per l’occasione fu fuso alla rassegna.

Un palinsesto tutto da inventare, come saranno da valutare i giorni di programmazione. Uno, due, tre giorni? La decisione spetterà al portafogli.

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