MARTINSICURO – Non un addio, bensì un arrivederci. L’amministrazione Camaioni risponde alle opposizioni motivando la decisione di eliminare dal piano triennale delle opere pubbliche l’ex cinema Ambra come una soluzione temporanea che potrà essere rivista in seguito. La maggioranza Città Attiva pensa infatti ad una struttura polifunzionale più modesta e meno dispendiosa. Precisa inoltre che il finanziamento Tercas non è andato perso ma che potrà essere successivamente rimodulato sulla base di un nuovo progetto.

“Il tormentone dell’ex cinema Ambra torna alla ribalta con grande puntualità – si legge in una nota – ogni volta che si porta in approvazione il Bilancio di Previsione. La precedente amministrazione, di cui il consigliere Vagnoni era azionista di maggioranza, nei suoi ultimi anni si è dannata l’anima soltanto per portare avanti questo libro dei sogni da 3,3 milioni di euro e magari impiegarlo come grimaldello elettorale. Orbene, se a tali, compulsive rivendicazioni si unisce anche il consigliere Tommolini, che durante i cinque anni di opposizione la pensava esattamente come l’attuale amministrazione, si capisce bene come questo ritornello rischia di diventare molto noioso anche per la proverbiale pazienza dei Martinsicuresi.

Ebbene, per estrema chiarezza, ci permettiamo di consigliare a costoro, che a quanto pare non sembrano trovarsi in linea con il terzo componente di quel Progetto che tanto Comune non sembra, di evitare di strapparsi le vesti pubblicamente e di prefigurare oscuri scenari amministrativi per la nostra città, in quanto siamo certi non sfuggirà al più esperto dei due che l’importo del mutuo in questione è ben  superiore rispetto a quanto possa essere necessario per portare a termine i lavori indicati per cui, al momento della rinegoziazione effettiva, si indicherà precisamente la destinazione complessiva dei fondi.

Certo è che se nei cinque anni in cui il consigliere Vagnoni ha avuto potere decisionale, ha preferito lasciare i nostri ragazzi andare a scuola sotto un tetto di amianto che con il tempo si deteriora, chiedendo contributi per lo smaltimento, ma non prevedendo nel progetto il rifacimento del tetto ed ha fatto in modo che una struttura molto importante come il Palazzetto dello Sport (che poteva essere riparato con poche migliaia di euro nel momento in cui ha iniziato a subire infiltrazioni e che invece oggi richiede interventi per diverse svariate decine di migliaia di euro) non venisse messo a posto, facendo si che si rinviassero, causa pioggia, anche alcune manifestazioni, ha dimostrato una lungimiranza davvero singolare nel definire le priorità del territorio.

Sull’ampliamento dell’asilo nido, considerando le esigenze di molte famiglie e il notevole interesse che anchela Regione sta dimostrando verso l’apertura di queste strutture attraverso l’erogazione di appositi fondi, riteniamo che definirlo prioritario rappresenti il minimo.

Lungi da noi l’idea di volere, per spirito di opposizione, bloccare quanto iniziato da chi ci ha preceduto (pratica sempre messa in atto dai precedenti Esecutivi, compreso quello in carica nei 5 anni passati), ma non sfuggirà a nessuno che il progetto presentato in fretta, furia e pompa magna a ridosso delle elezioni dal futuro candidato sindaco Vagnoni ci aveva trovato contrari fin dall’inizio. Diverso è il discorso della riqualificazione della struttura presente in piazza e di proprietà del Comune da diversi anni e che ha rappresentato probabilmente una della maggiori fonti di incarichi progettuali poi rimasti al palo. Continuiamo ad rassicurare i nostri colleghi ed i cittadini sulla effettiva intenzione di riqualificare l’ex cinema in maniera meno impattante rispetto a quanto previsto da un progetto che già sulla carta sembrava obsoleto e assolutamente sganciato dal contesto in cui si sarebbe dovuto calare: siamo in stretto contatto con la Fondazione  Tercas e sappiamo che il finanziamento potrà essere rimodulato per le successive annualità sulla base di un nuovo e più sostenibile progetto, che andremo a realizzare e ad illustrare a tempo debito, come certamente non sfuggirà ai Consiglieri solo quel punto l’opera potrà essere reinserita all’interno del piano triennale delle opere pubbliche.

Continuiamo a pensare che con il pretesto di non perdere finanziamenti Martinsicuro si è vista regalare da amministratori poco avveduti opere di cui avrebbe volentieri fatto a meno. Il discorso degli interessi su un mutuo di durata ventennale destinato ad un opera pubblica è davvero stucchevole e sinceramente continuare a voler far passare questa situazione come uno spreco non fa onore all’onestà intellettuale che abbiamo sempre riconosciuto al consigliere Vagnoni. Assodato poi che i 450.000 euro della Fondazione Tercas sarebbero stati confermati, dubitiamo che 2.500.000 (due milioni e mezzo) di euro potessero essere considerati coperti ricorrendo alla soluzione dei fondi FAS, buona per tutte le stagioni. L’alternativa resta quella dei fondi di bilancio; ma se consideriamo, ad esempio, che in cinque anni l’amministrazione ben sostenuta dal consigliere Vagnoni non è nemmeno riuscita a terminare la realizzazione della struttura di Villa Rosa da destinare a casa famiglia già debitamente progettata e finanziata, non osiamo pensare per quanti anni avrebbero lasciato languire uno struttura in costruzione in pieno centro cittadino.

Ribadiamo per l’ennesima volta ai due consiglieri di cui sopra che questa amministrazione vuole realizzare  una struttura polifunzionale in piazza, commisurata alle esigenze di Martinsicuro; evitare di violentare le casse comunali con progetti faraonici e dispendiosi; riflettere attentamente su un periodo storico che, purtroppo, non consente eccessivi voli pindarici, ma consiglia equilibrio, avvedutezza, parsimonia e risanamento di un territorio iniziando dalle fondamenta;

Nel 2014, mettendo in campo un progetto realizzabile e soprattutto finanziabile nella sua interezza, potremmo trovarci a suonare un’altra musica. Del resto si sa che la rinascita del nostro centro cittadino non sta a cuore soltanto ai seguaci della cultura salottiera, ma anche ad un’amministrazione come la nostra che è sensibile alle necessità anche dell’uomo della strada, conosce le aspettative dei cittadini e senza troppe promesse insostenibili è pienamente cosciente di fare del proprio meglio per non deluderli. Con buona pace di molti titoli di quotidiani e di alcuni pensieri distorti, il nostro non è un addio, ma molto saggiamente un arrivederci ad un progetto che deve calarsi bene nel nostro contesto urbano”.

 

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