SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovanni Gaspari corre a Roma per tentare di far riaprire il parcheggio dell’ex tirassegno. Il sindaco sarà nella Capitale giovedì prossimo e lì incontrerà il viceministro alle Infrastrutture, Vincenzo De Luca, con cui discuterà anche di tematiche di ambito portuale.

L’appezzamento è attualmente recintato. L’area, a due passi dal lungomare, ha rappresentato per anni una valvola di sfogo per diversi automobilisti, che potevano usufruire di circa 300 stalli gratuiti.

La vicenda vede protagonisti il Ministero della Difesa e la Paolini Costruzioni. Il terreno infatti non è di proprietà comunale: l’impresa effettuò l’atto d’acquisto dal Dicastero diversi anni fa, ma le procedure si sono rilevate assai lente e complesse.

Sono moderatamente ottimista – afferma Gaspari – c’è una trattativa in corso, abbiamo bisogno di qualche giorno”. Il perimetro, che si trova un metro sotto il livello del mare, tende a trasformarsi in un acquitrino in occasione di temporali e precipitazioni. Il provvedimento di chiusura, ufficializzato l’inverno scorso, avvenne proprio a causa di alcuni guidatori, che avevano deciso di rivalersi sul Ministero, esigendo un risarcimento.

“Siamo disposti ad accollarci le responsabilità – prosegue il sindaco – magari mettendo dei cartelli o degli avvisi. Chi parcheggia è a conoscenza della situazione”.

Il lieto fine, qualora venisse scritto, interesserebbe comunque solo quest’estate. Improbabile infatti che la ditta Paolini, una volta concluso l’iter continui a concedere gratuitamente la zona all’ente. A tal proposito però, Gaspari sottolinea come l’ex tirassegno non presenti diritti edificatori.

“In quel punto intervengono tanti vincoli, circa otto. Paolini al momento dell’acquisto ne era cosciente e consapevole. Quando diventerà privato, potrà concederci la possibilità di farci parcheggiare le auto e togliercela. In ogni caso, urbanisticamente parlando vedo improbabile la realizzazione di immobili”.

Fra le varie limitazioni, non va dimenticata la legge Galasso, che impone il vincolo paesaggistico per i terreni costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla battigia.

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