FERMO – Basta col proibizionismo. E anche il velo di censura che ancora oggi grava attorno agli innumerevoli utilizzi possibili della canapa  troppo spesso invece bandita con la sola caratteristica d’essere una “sostanza stupefacente” e nulla più. E’ questo lo scopo della fiera “Indica Sativa Trade” che ha esordio venerdì 7 giugno per terminare domenica 9. Oltre 60 gli espositori accorsi da tutta Europa (Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Belgio, Germania, Svizzera, Olanda) che con i loro stand hanno fatto conoscere i vari prodotti derivati dalla canapa. Pianta dalle più disparate risorse come testimonia la cosmesi della “Bottega della Canapa” di Cesena presente con creme idratanti, detergenti intimi, bagnoschiuma e shampoo, balsami e olii coadiuvanti che non hanno nulla da invidiare ad altri prodotti cosmetici e dediti al benessere naturale,  nonché pacchi di pastasciutta di cannabis e olio da condimento a dimostrare un potenziale anche nel campo dell’alimentazione. Per gli assetati, stands con birra di canapa.

Sul lato dell’abbigliamento tutto l’occorrente per vestirsi di “verde” senza farsi mancare nulla. Partendo dalle scarpe disponibili sia da passeggio che da trekking o da donna, fino ai pantaloni, camicie, magliette estive e invernali. Accessori da passeggio quali marsupi, borse a tracolla, valigie. Di classe o sportivi c’è n’è per tutti. Chi ama vestirsi “green” non potrà che rimanere soddisfatto. Numerosi anche i grower shop e banche-semi europee venuti ad  esporre sementi d’ogni genere e specie anche ibride, ribadendo come in Italia un loro eventuale acquisto sia legale solo ed esclusivamente per uso da collezione. Spostandosi nel campo dell’edilizia la canapa si dimostra essere anche un’ottima risorsa per questo settore. I mattoni stanno lì a provarlo. Negli Stati Uniti, da oltre un anno, si è diffuso l’utilizzo delll’Hempcrete, un materiale da costruzione a base di canapa, e anche in Italia c’è chi produce e utilizza il bio-mattone che si produce da questa pianta , capace di assorbire le emissioni di CO2.

Non poteva mancare di certo anche l’informazione sul potenziale terapeutico della canapa, sfruttato pienamente in moltissime nazioni. Dagli Usa al Vecchio Continente sono moltissimi gli Stati e regioni che hanno dato il via libera alle cure con  derivati della cannabis. Dall’aspetto palliativo a quello curativo. Sono numerose le malattie anche gravi che possono trarre beneficio dall’utilizzo di questa sostanza quali mal di testa, dolori mestruali, spasmi muscolari dovuti a sclerosi multipla, glaucoma, nausea e vomito derivate da cicli di chemioterapia, disturbi neurovegetativi come morbo di Parkinson e di Alzheimer. All’estero, come accennato, da svariati anni sono presenti farmaci a base di cannabinolo. In Italia passi in avanti ne sono stati fatti, nelle Marche ad esempio di recente è stata approvata la legge che consente l’utilizzo della cannabis per scopi terapeutici, ma a livello nazionale non possiamo ancora parlare di piena attuazione di questo potenziale. Il velo di Maya non è ancora del tutto squarciato.

Sul lato del probizionismo invece l’Italia è ancora oggi uno degli stati con le leggi più restrittive in materia di uso personale (depenalizzato), possesso e/o vendita di cannabis e suoi derivati. Paradossalmente si possono rischiare pene minime più alte per i reati sopra citati (art.73 “detenzione e spaccio di canapa” da 6 a 20 anni) che per detenzione di esplosivo (art.435 da 1 a 5 anni) o stupro (art.609 bis, da 5 a 10 anni) o bancarotta fraudolenta (art.216 da 3 a 10 anni).  Per questo gli stands dell’associazione Ascia e del progetto “Free Weed” non hanno fatto mancare la loro presenza per sensibilizzare la popolazione su questo problema.

“Legalizzare la cannabis farebbe calare moltissimo il numero di reati collegati alle attività di spaccio e risolverebbe il problema del sovraffollamento delle carceri” ha dichiarato un militante del comitato Free Weed. Oltre il 60% infatti dei detenuti è dentro per reati connessi alle sostanze stupefacenti. “Molti di questi per spaccio e/o coltivazione di cannabis. Che sono due fenomeni collegati a nostro avviso”. Legalizzare la canapa anche per un uso ricreativo darebbe un bel colpo alla criminalità organizzata che oggi ne detiene il monopolio di traffico e produzione, guadagnando ingenti somme di denaro. Ricordiamo che proprio di recente il Colorado e lo stato di Washington hanno optato la scelta della legalizzazione tramite un referendum. Ci sono stati anche europei come l’Olanda, alcune regioni del Belgio e della Spagna dove è possibile fare un uso ricreativo della cannabis senza incappare in sanzioni amministrative o penali. “Noi di Free Weed da ottobre inizieremo la raccolta firme per abrogare alcuni punti della legge Fini-Giovanardi (connessi alla cannabis) che reputiamo oscurantista e che ingiustamente equipara la canapa alle altre sostanze stupefacenti pesanti. Siamo l’unico stato a pensarla cosi, nonostante le numerose smentite venute dal mondo accademico”.

Una piccola galleria con in esposizione ritratti degli anni ’20 e ’30 della Val Vibrata  quando coltivare canapa era legale. Foto d’epoca, immagini di lavoro e tessitura, strumenti per cucire e filare. Con annessi racconti e aneddoti dei nostri bisnonni che narravano di  tradizioni, canti e balli che accompagnavano la lavorazione e la raccolta della canapa. Proprio come per la vendemmia. Un sapere da riscoprire. Chi avesse voglia di conoscere appieno le caratteristiche della canapa non può mancare questo appuntamento.

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