SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Aspettando il faccia a faccia. Non avverrà mercoledì sera, probabilmente nemmeno giovedì. Ma certamente andrà in scena prima dell’Unione Comunale della settimana prossima, dove si discuterà della crisi che assale da mesi l’amministrazione comunale, aggravata dalla contestata epurazione di Marco Curzi.

Loredana Emili e Sergio Pezzuoli non hanno ancora ricevuto informazioni a riguardo. Nessuna telefonata, nessun sms. L’incontro ristretto è l’estremo tentativo del capogruppo del Pd, Claudio Benigni, di ricucire uno strappo ormai insanabile. “Io comunque ci ho provato”, potrà in ogni caso controbattere a dovesse rinfacciargli tale frattura.

Come detto, per raggiungere l’armistizio occorrerebbe un’ammissione di colpa o un parziale arretramento di entrambe le parti. A cominciare dalla famigerata delibera del distributore di benzina low cost, origine di tutti i problemi, o più semplicemente goccia che ha fatto traboccare un vaso già di per sé colmo.

Il partito appare spaccato in due. Da una parte il sindaco Gaspari coi suoi fedelissimi in Consiglio e tutti i componenti della giunta, dall’altra i due esponenti dissidenti, affiancati dal segretario comunale, Felice Gregori. Ci sono poi i semplici iscritti, che torneranno utili al momento del Congresso dei democratici, previsto in autunno.

Un palcoscenico differente, nel quale si misurerà il reale feeling del primo cittadino col proprio movimento. Qualora il Pd storcesse il naso dinanzi all’operato di Gaspari, l’Unione Comunale potrebbe prendere atto del nuovo scenario ed avanzare la sfiducia al numero uno di Viale De Gasperi.

Nel frattempo, non dovrebbe accadere nulla. Nessuno infatti ha intenzione di effettuare lo sgambetto in estate, regalando alla città un Commissario fino alle elezioni del 2014. L’esperienza post-Martinelli è ancora viva nella mente di molti.

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