SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Uscito solo dopo un anno e mezzo da “Io e i Pigmei”, il nuovo libro di Raffaella Milandri “La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America” (edito da Polaris, maggio 2013) è imperdibile per chi ama i Nativi Americani è stato presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino ed ora sarà riproposto il 9 giugno alla Galleria Calabresi 

Ricco di bellissime immagini e di incredibili storie: “Il sentimento dominante nel libro è il senso di colpa per il peccato di essere bianchi” dice l’autrice. E’ il racconto di due viaggi, uno nel passato e uno nel presente. Il viaggio nel passato, attraverso gli archivi del BIA (Bureau of Indian Affairs ) e della tribù Crow, è la storia della cospirazione del Governo degli Stati Uniti contro gli Indiani, nei due ultimi secoli. Dal Dawes Act, alla Legge dei Quarti di Sangue, alla sterilizzazione
forzata delle donne Native Americane negli anni ’70, raccontata da testimoni viventi. Le lettere degli agenti indiani bianchi
che gestirono la riserva Crow rivelano la loro corruzione, il loro razzismo e le loro opinioni sul “problema indiano”.
Il viaggio nel presente è quello dell’autrice: attraverso cerimonie, rituali e amicizie profonde, Raffaella Milandri viene adottata nella stessa famiglia Crow dove il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama fu adottato nel 2008. Sia la Milandri che Obama sono fratelli di Cedric Black Eagle. L’autrice ha modo di scoprire i grandi problemi di oggi nelle riserve indiane:
suicidi, alcolismo, disoccupazione ma anche “perchè nelle riserve non ci sono banche nè Mac Donald’s”.
Il libro raccoglie anche leggende, tradizioni e folklore dei Nativi Americani.
L’autrice

Viaggiatrice solitaria, fotografa e scrittrice, attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, Raffaella Milandri usa le sue foto , libri e filmati come mezzo di denuncia di ingiustizie e violazioni dei diritti umani. Come attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, porta avanti campagne e petizioni in favore di boscimani, pigmei e altri popoli vittime di ingiustizie e a rischio di estinzione, divulgando scottanti inchieste . Attualmente sta portando avanti una petizione per la Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni.
Si impegna anche in campagne informative sul turismo responsabile nei Paesi in via di sviluppo.
Fotografa e scrittrice (Io e i pigmei, editore Polaris, uscito a novembre 2011 e La mia tribù, in uscita a maggio 2013) è stata spesso ospite televisiva e radiofonica (di Maurizio Costanzo, Licia Colò etc) e ha ricevuto anche premi in riconoscimento del suo impegno umanitario.
Numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste . I suoi viaggi in diretta su Facebook sono un evento mediatico molto seguito.
Per agosto 2013, nuovo viaggio in solitaria per la viaggiatrice solitaria nella remota Papua Nuova Guinea, dove è appena stata istituita la pena di morte per omicidi, stupri e rapine nonchè roghi per stregoneria.
Le chiediamo il perchè del suo smisurato amore per i Popoli indigeni.
“Tutto è iniziato quando ero bambina e leggevo i fumetti di Tex Willer, dalla parte degli Indiani.
Tra l’altro ho avuto la fortuna di avere una amicizia proprio con il compianto editore di Tex, Zagor, Mister No: Sergio Bonelli, da cui ho appreso lo spirito per l’avventura, ma anche il senso di responsabilità di essere cittadina del mondo e la volontà di lottare contro le ingiustizie. I miei contatti con queste popolazioni ai confini del mondo mi hanno arricchito tantissimo, loro sì che hanno lo spirito e le caratteristiche dell’Uomo, e hanno una nobiltà che ancora il denaro e l’avidità occidentale non sono riusciti ad intaccare.
Gli Italiani di un tempo, come potevano essere i miei nonni e bisnonni, semplici, onesti e limpidi, rispecchiano tantissimo
l’animo puro dei popoli indigeni. Vanno protetti e salvati, come ultimo patrimonio dell’Umanità.”

 

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