SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dissidi mai sopiti e conflitti che riesplodono. Tra il Popolo della Libertà e Marco Calvaresi è di nuovo guerra. Da sempre criticato per il suo ruolo in assise, considerato ambiguo, il movimento azzurro aveva recentemente preso di mira il presidente del Consiglio Comunale in occasione della trasferta a Mosca del marzo scorso. “Una presenza superflua – tuonò il centrodestra – un palese conflitto d’interessi, considerato che altri operatori si sono pagati il viaggio senza gravare sulla collettività”.

Stavolta l’accusa a Calvaresi riguarda la presunta parzialità tenuta durante i lavori di giovedì scorso. Il Pdl sventola il regolamento del Consiglio Comunale e spara a zero: “Ha violato l’articolo 98, impedendoci di prendere la parola in seguito alle comunicazioni di Gaspari sull’epurazione di Curzi”.

Dice la norma: “All’inizio della seduta ogni consigliere può porre questioni sull’ordine dei lavori e richiamare l’attenzione del presidente su problemi e fatti di preminente interesse locale o di particolare rilevanza nazionale o internazionale, a condizione che la seduta non sia riservata alla prosecuzione di dibattiti o alla trattazione di interrogazioni, interpellanze e mozioni, salva diversa decisione del presidente”.

Per l’opposizione, il primo cittadino avrebbe chiesto la parola a Calvaresi per effettuare l’intervento sull’ex assessore lanciando provocazioni al diretto interessato e alla minoranza. Al termine, sempre l’esponente del Nuovo Polo ha negato la replica a Pasqualino Piunti, scatenando la reazione irritata di quest’ultimo. “Non ci è stato dato modo di rispondere e di affrontare l’argomento. Calvaresi ha accolto il suggerimento del sindaco – rivelano i berlusconiani – chi ha guardato il Consiglio in diretta può testimoniarlo”.

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