SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Toccata e fuga. Sergio Pezzuoli sorprende tutti e molla il Consiglio Comunale dopo pochi minuti. Un’occhiata, qualche conto e via: “Ero venuto esclusivamente per osservare l’atteggiamento che avrebbe tenuto l’Udc. Ha mantenuto il numero legale e garantito lo svolgimento dell’assise”. La strategia era stata studiata a tavolino, col supporto di diversi componenti dell’opposizione. Qualora Domenico Pellei avesse disertato la Sala Consiliare loro si sarebbero assentati, approfittando anche del ritardo maturato da Giancarlo Vesperini, presentatosi in Municipio a discussione iniziata. L’atteggiamento ha irritato non poco la maggioranza. Margherita Sorge, che avrebbe dovuto replicare all’interrogazione dello stesso Pezzuoli in merito ai finanziamenti pubblici alle associazioni di volontariato, è rimasta per diversi minuti interdetta.

“L’interrogazione l’ho presentata, la discuterò alla prossima occasione – dichiara – mi interessava piuttosto capire se Pellei avrebbe retto il gioco del sindaco. Gli ha fatto da stampella, adesso ho degli elementi in più per affrontare la vicenda”.

Con l’epurazione di Marco Curzi, il centrosinistra è giunto ad un punto di non ritorno. Ricucire lo strappo risulta impossibile e la tregua appare improbabile. Il muro contro muro andrà al contrario avanti. “La situazione è abbastanza critica, indietro non si torna, non è semplice, di fato è impossibile, non neghiamolo. Voglio solo capire una volta per tutte se l’Udc sta in maggioranza o no. Calvaresi e Pellei rivelino le loro intenzioni”.

L’allontanamento dell’assessore allo Sport ha provocato imbarazzo e dissenso. “Quella della spending review è una scusa bella e buona. Avrebbe potuto toccare quei componenti della giunta che percepiscono 900 euro, anziché chi ne portava a casa 500”.

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