SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Zitti tutti, fino a sabato. Giovanni Gaspari ha deciso così e la squadra si adegua: “Dirà tutto lui, aspettate due giorni”. I giornalisti ovviamente pressano, insistono, contattano l’ufficio stampa del Comune. La replica dei responsabili della comunicazione ha il sapore della beffa: “Volete parlare col sindaco? Su che tema?”.

Consiglieri e assessori fuggono. Atteggiamento generalizzato a cui si sottrae solamente Eldo Fanini, che abbraccia Marco Curzi, arrivato giovedì in Municipio per protocollare l’addio, ufficializzato alle 13.

“Caro signor sindaco – recita il documento – con la presente sono a rassegnarle formalmente e con effetto immediato le mie dimissioni dall’incarico, da lei affidatomi in seguito alle ultime consultazioni elettorali, di Assessore allo Sport, Politiche Giovanili, Tempo Libero e Risorse Umane del Comune di San Benedetto del Tronto. Tale decisione scaturisce dal venir meno delle condizioni necessarie per lavorare in serenità e dalla non condivisione delle scelte di tipo politico adottate da questa amministrazione. Tanto dovevo”.

Curzi elargisce sorrisi, i dipendenti dell’Informagiovani si schierano dalla sua parte e pure Pasqualino Piunti del Popolo della Libertà gli manifesta la massima solidarietà. “Se venisse confermato l’ordine dato da Gaspari agli assessori di astenersi non più di una volta in cinque anni, ci troveremmo di fronte ad una situazione imbarazzante che andrebbe spiegata”.

Paolo Canducci e Leo Sestri hanno telefonato all’ex assessore esprimendo rammarico per la decisione. Silenzio assordante invece da parte di Luca Spadoni, Fabio Urbinati e Margherita Sorge.

A strappo ormai insanabile, Gaspari avrebbe tentato un clamoroso riavvicinamento con Curzi, con la proposta – rifiutata seccamente – di continuare a seguire dall’esterno i progetti da lui varati e portati avanti in questi due anni. Un gesto simbolico, effettuato probabilmente per allontanare da sé le responsabilità del divorzio.

Nel 2011, Curzi si era aggiudicato il primato nella civica “Città Aperta”. Una lista contenente personalità di fiducia, o comunque assai gradite al numero uno di Viale De Gasperi. Ecco allora che tornano alla ribalta gli esponenti portodascolani del Pd, che avrebbero addirittura minacciato di non garantire il numero legale al Consiglio Comunale del 30 maggio, in assenza di provvedimenti radicali nei confronti del componente della giunta meno amato. In tal senso, le parole di Curzi non lasciano spazio ad interpretazioni: “Mi è dispiaciuto sapere che Gaspari, Evangelisti, Pasqualini e Benigni siano andati al pub insieme, ieri sera. Spero non a brindare”. Epurazione mascherata?

Una prima relazione sull’accaduto il primo cittadino la offrirà comunque all’assise. Quasi certamente prenderà la parola anche Loredana Emili: “L’interrogazione di Pezzuoli passa in secondo piano rispetto a questa vicenda, politicamente molto brutta. E’ l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione sotto assedio e ristretta al solito cerchio magico. Marco ha offerto una lezione di stile ad un po’ di persone che hanno al contrario deciso di rimanere là dentro. Il Pd non può accettare certi ricatti”.

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