SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La situazione societaria della Samb Calcio è critica tanto quella dei nostri cugini ascolani. Per i bianconeri pesano molto le parole del presidente della Lega, Mario Macalli, per i rossoblu il deficit è sicuramente meno pesante ed in un certo senso più risolvibile anche se a favore dell’Ascoli pare che ci sia una sorte di indennizzo per le retrocesse dalla serie cadetta.

Si tratta comunque di una cifra che nessuno in questo momento può mettere in gioco per abbatterla. Nemmeno tra i cosiddetti stranieri. È sacrosanto quindi l’urlo di dolore “L’allarme è reale” dell’ex presidente Ferruccio Zoboletti al quale, credo, per rispetto, i due dirigenti rossoblu avranno detto tutta la verità.

Noi e gli altri organi di informazioni non possiamo che andare avanti per sentito dire. Ma anche per testimonianze molto credibili che però la deontologia professionale impedisce di rendere pubbliche senza aver visto con i propri occhi. Di certo c’è che tra i nomi che altri organi di informazione diffondono e che noi ci rifiutiamo di fare (poi spiego perché) di buono per un futuro rossoblu sereno c’è poco. Niente sicuramente tra chi vorrebbe entrare in possesso della Samb senza avere prima certificato il debito societario. In costoro c’è dietro sempre, non un fallimento certo ma un salto nel vuoto dal quale si potrà uscire indenni solo per combinazioni fortunatissime finora mai accadute. Come il passato insegna.

Noi di Riviera Oggi evitiamo di pubblicare la girandola di nomi che appaiono quotidianamente sulle pagine locali cartacee perché da voci ben informate (addirittura un giornalista ne ha fatto argomento per un libro) quello di dare tanti nomi alla stampa è (o potrebbe essere) una tattica da parte di uno o due personaggi per mandare in confusione una città, fino a stancarla prima di dargli il colpo “mortale”. Arma che noi non vogliamo concedere ma siamo pronti ad entrare in ballo, come sempre, quando la cessione diventa ufficiale anche se ci piacerebbe (e non credo solo a noi) che, prima della fatidica firma, Pignotti e Bartolomei dessero visibilità alla trattativa appena conclusa. Perchè così finirà al massimo entro lunedì sera. E che Dio ce la mandi buona.

Credo anche che, a questo punto, solo dopo che si saprà chi è o chi sono i proprietari della Samb 2013-2014 sarà possibile confrontarsi con lui o con loro per capire se un’iniziativa di azionariato popolare può conciliarsi con un futuro trasparente della nostra amata squadra di calcio chiamata Samb. Anche tra varie “cordate” di “azionaristi” sono infatti in corso riunioni per capire qual è il modo migliore per far sentire la propria voce all’interno della stanza dei bottoni rossoblu. Devo aggiungere che, sotto questo aspetto, certe dichiarazioni di Ferruccio Zoboletti “non ci credo né mai ci ho creduto” non aiutano e favoriscono la riuscita di queste, secondo me, lodevoli e disinteressate iniziative.

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