SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un malumore coltivato per mesi, esploso oggi senza possibilità di ripensamenti. “Questa città merita un’altra classe dirigente, non ci sono più le condizioni per andare avanti. L’amministrazione è allo sbando più totale, fa acqua da tutte le parti. La barca è alla deriva”.

Marco Curzi abbandona l’assessorato allo Sport “con immenso dispiacere”, a poche settimane dall’approdo in giunta del progetto dello Skate Park, obiettivo da lui inseguito e coccolato: “E’ il rammarico più grande, vorrà dire che tornerò a stare dalla parte della gente. Non vivo di politica, a differenza di altri. Ringrazio tutti coloro che mi hanno espresso vicinanza, pure dai banchi dell’opposizione”.

Irritato, deluso, ma soprattutto imbarazzato dagli ultimi avvenimenti: i casi del distributore di benzina e delle pensiline fotovoltaiche, la trasferta a Mosca, i contributi destinati ad alcune associazioni di volontariato: “Non metto in discussione la bontà delle iniziative di queste realtà, tuttavia le stesse attività vengono compiute dalle Parrocchie, gratuitamente”. Curzi tende quindi la mano a Loredana Emili e Sergio Pezzuoli: “Hanno ragione da vendere, fanno bene a contestare certe decisioni”. E’ l’unica parte del Pd ad essere assolta. Per gli altri infatti solo affondi ad oltranza: “La Sorge? Si oppose fermamente quando proposi di organizzare una conferenza stampa all’interno della Bit di Milano per presentare gli eventi sportivi dell’estate. Eppure, suo fratello Gaetano, presidente dell’AssoAlbergatori, ha ripetutamente riconosciuto l’importanza del mio lavoro in ottica turistica”.

C’è poi Claudio Benigni, affiancato dai consiglieri comunali portodascolani Gianluca Pasqualini e Silvano Evangelisti: “Hanno sempre fatto pressioni su Gaspari per farmi fuori. Ero l’uomo da abbattere, mai capito il motivo. La città non la possono governare tre persone. Senza di me tornerà una calma puramente apparente. Fino al momento in cui qualcuno chiederà nuove cose”.

L’ultimo atto del conflitto è andato in scena mercoledì mattina in Municipio. Una confronto duro e acceso, alimentato da dissidi figli dell’esperienza del Beach Soccer. Durante il torneo europeo per club di due settimane fa, Curzi aveva già manifestato insofferenza, lamentando la costante assenza di Gaspari alle sue iniziative. Il primo cittadino aveva altresì disertato l’inaugurazione dei giochi, rimediando parzialmente con la partecipazione alle celebrazioni conclusive.

Sono stato bistrattato in continuazione, con altri assessori non sarebbe mai accaduto”. Non solo: “Tramite quel circuito – si sfoga l’ex assessore – avevo avviato contatti con l’Umpi per fare di San Benedetto una smart-city: automazione nella videosorveglianza, nella pubblica illuminazione, risparmi del 40% sulla bolletta pagata dal Comune. Un progetto di svariati milioni di euro. Martedì mi sono recato a Cattolica e stamattina stavo riferendo i risultati proprio al sindaco. Mi ha chiesto di lasciargli la palla, voleva impossessarsi dell’idea, rafforzando così la sua posizione. Non ci sono stato e ho detto addio all’incarico”.

Il sisma generato mostrerà i primi effetti nel Consiglio Comunale del 30 maggio: “Le dimissioni saranno formalizzate prima dell’assise. Intendo sottolineare la valenza politica del gesto. Mi attendo attacchi, ci sono abituato. Voglio lasciare il segno, la città non è mai stata immobile come adesso. Chi guarda al futuro non vada a fondo con questa maggioranza”.

Curzi ha sopportato per mesi, in silenzio. Ammette di aver sofferto nel leggere le critiche dei cittadini, che contestavano il consenso unanime della giunta al momento della delibera dei provvedimenti. E svela: “Gaspari ci ha sempre detto che in cinque anni ci saremmo potuti astenere non più di una volta. Purtroppo io non riesco a dire sempre sì”.

Dunque, tanti saluti. “Il mio settore potrebbe passare ad Eldo Fanini, scalpita non poco. Non si è mai visto un assessore allo Sport privato della delega agli Impianti Sportivi. Un altro bel regalo che mi hanno fatto. Strano, dato che fu lo stesso Gaspari a spingermi a candidarmi. Mi incitò, evidentemente rimase deluso del fatto che arrivai primo in una lista che conteneva diversi assessori uscenti, al contrario non rieletti”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 3.068 volte, 1 oggi)