CUPRA MARITTIMA – Un folto pubblico lo ha ascoltato assorto, interessato e attento per più di un’ora durante la sua spiegazione.

A tenere una vera e propria lezione di storia sull’antica Roma è stato Alberto Angela, il noto divulgatore scientifico che nel pomeriggio di sabato 25 giugno è stato a Cupra Marittima, per la precisione nell’auditorium della Malacologia – il museo con la collezione di conchiglie più vasta del mondo-, a presentare il suo ultimo libro intitolato “Amore e sesso nell’Antica Roma”, incentrato sulle tradizioni e abitudini sentimentali, passionali e matrimoniali dei romani.

Ad accogliere Angela non sono stati soltanto i titolari della Malacologia Tiziano e Vincenzo Cossignani ma anche il sindaco Domenico D’Annibali, l’assessore al turismo Marco Malaigia, l’assessore alla cultura Luciano Bruni, l’assessore al Commercio Susanna Lucidi ed una sorpresa inaspettata, ovvero i figuranti di Artocria, la rievocazione storica cuprense, che ha fatto da cornice all’evento.

Circondato da matrone, senatori e soldati, Angela ha spiegato: “Il libro è nato da una serie di domande che mi sono posto sui romani, chiedendomi ad esempio: i fidanzati si scambiavano gli anelli? Le coppie si baciavano in pubblico? L’uomo regalava le rose alla sua donna? E tante altre curiosità che hanno fatto si che mi addentrassi in queste ricerche e permettendomi di scoprire tanti aspetti finora ignorati”.

“Il volume– ha affermato Angela – è dedicato soprattutto alle donne che in età romana venivano considerate come un oggetto, vivendo in una società maschilista basata sulla libertà totale dell’uomo. Il matrimonio non si fondava sull’amore ma era un vero e proprio contratto tra due famiglie, rendendo così quasi naturale andare a cercare amori e passioni fuori dalle mura domestiche”.

Angela ha saputo incuriosire i presenti illustrando alcune delle variegate sfaccettature dei rapporti e dei legami tra uomo e donna ai tempi dell’antica Roma, facendo notare come determinati aspetti della vita di relazione di allora siano simili a quelle odierne, mentre altri sono completamente cambiati.

Infine gli è stata consegnata dai titolari della Malacologia una conchiglia a lui dedicata: la Prunum albertoangelai.

“Apprezzo davvero questo gesto – ha sottolineato il paleontologo – poiché da ricercatore scientifico so quanto lavoro c’è dietro per poter non solo scoprire una nuova specie di conchiglia ma anche poterle conferire un nome. Grazie davvero a tutti voi». A conclusione del pomeriggio Angela si è fermato per firmare autografi e farsi immortalare nelle foto insieme quanti sono accorsi ad ascoltarlo: una platea di appassionati di storia molto variegata che spaziava dai giovani studenti ai più adulti estimatori del suo programma.

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