SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo ringraziamo Angelo Bruni, che con la sua pagina facebook, ChildInThe80′, è diventato ufficialmente l’Angelo “custode” dell’infanzia di tutti i bambini nati tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Con il suo lavoro e la passione ha riportato a galla ricordi di quando la vita era emozionante solo perché cominciava Bim Bum Bam e perché ci si rotolava nell’erba, abitudine di chi stava in campagna e si giocava a campana e a nascondino per le strade, come se nulla potesse succedere, a parte qualche ginocchio sbucciato che poi, per i genitori dell’epoca, non era poi un dramma.

Come nasce la sua passione per gli anni Anni 80?
“Direttamente negli anni 80, sono stato abbastanza ricettivo. Ho passato tante ora davanti alla tv, ma altrettante a studiare quella analogica degli anni 70 e degli anni 90. In quei tempi si diffondeva la tecnologia della sala giochi e nascevano piano piano le prime consolle in casa. Tutti coloro che hanno la mia età, me compreso, sono cresciuti in un momento di grande evoluzione tecnologica, anche se poi nei fatti questa è esplosa dopo”.

Ma lei è un collezionista?
“Non nel senso classico del termine. Purtroppo non mi è rimasto nulla di quegli anni, tranne Castello di Grayskull (del cartone animato He-Man) e qualche altro gioco, ormai risposto in garage. Fortunatamente la tecnologia aiuta a recuperare, a rievocare i ricordi, conservare le immagini”.

Da quando ha cominciato a collezionare alla sua maniera?
“Nel momento che scoprii internet nel ’97, con un vecchi pc Olivetti (esisteva ancora il grande marchio italiano, ndr). Da lì è stato facile ritrovare materiali e sigle sui cartoni animati, sono sempre stato un nostalgico”.

Come procede l’archiviazione?
“Suddivisione per argomenti, giochi in scatola, cibi, cartoni per maschi e femmine. Reperire il materiale all’inizio era più difficile, oggi si può accedere a forum e siti stranieri, ma la maggior parte delle cose vengono da Topolino”.

Ci parli della sua pagina di Facebook, come va?
“Sono stato convinto da tre mie amiche ad aprire la pagina ChildInThe80′. Per ora sono 400 gli utenti, non molti in realtà, ma condivido la passione con loro. Maggior parte delle persone le conosco, sono amici, amici di amici e sono arrivati alla pagina. C’è una parte dei fedeli ed esistono anche i fedelissimi che cliccano spesso su mi piace e lo fanno non per me, ma perché ritengono l’argomento interessante.
C’è  qualcuno che ha provato a sfidarmi per vedere se mi sarei ricordato qualcosa e ne approfitto per salutarla. Ciao Alessia!”

Ma è stato un pioniere?
“Quasi. Già dal 2005 avevo un blog e le cose sugli anni 80 non erano diffuse come oggi. Lo chiusi nel 2007,
Quando pensi di aver ottenuto tutto ti accorgi che mancano delle cose. Mi capita anche.

Che bambini erano quelli degli anni ’80?
“Di quelli che prendevano le botte dai genitori (ride Angelo e ci trova assolutamente d’accordo, ndr)”.

Ci parli un po’ di quelli che erano i giochi
“Nascondino, l’acchiapparella, strega comanda color, un due tre stella, la campana. In verità non sono mai scomparsi, ma spesso i bambini, oggi, vengono tenuti protetti in casa e sono impossibilitati a praticarli. Noi stavamo nei cortili, in strada e si giocavamo tutti insieme. Poi magari la sera, un bambino tornava con un ginocchio ferito o con qualche ematoma. Ma non era un problema”.

Ci dica la verità, se le capita,  li vede ancora i cartoni animati?
“ Ora per motivi anagrafici mi sono allontanato. Se non siete predisposti non guardate i cartoni di una volta, verrebbe a mancare la magia. Io le ingenuità in certi cartoni, ora le colgo, ma riesco comunque a digerirle”.

La sua passione, riguarda solo ciò che gira intorno alla sua infanzia  datata anni ’80?
“In realtà tocca il cinema e la musica e ho un gruppo con cui facciamo canzoni 80 Super Stereo Radio Ok.
In quegli anni l’America di Reagan ci appariva in un certo modo, i ne colsi un’immagine patinata, vincente e affascinante. I nostri idoli e modelli erano attori americani. Ricordo i Visitors, (che provocarono molti incubi a tanti bambini, ma che non si poteva non guardare, ndr) oppure Casa Keaton: Michael J Fox ne era l’emblema di quei tempi”.

Una curiosità, esistono ancora le buste-sorpresa?
“Sì, si acquistano come sempre in edicola e spero che sia  anche oggi la gioa dei bambini. Anche se a differenza di anni fa, spesso, si sa già cosa c’è dentro, visto che sono diventate tematiche. Certo,  rischi  meno di avere doppioni, ma hanno perso l’anima, la sorpresa”.

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