MONTEPRANDONE- Il comitato Aria in Trasparenza replica alle stilettate lanciate dallo staff legale dell’Avvocato Simonelli e della ditta Urbinati, che hanno accusato  il comitato per la gestione dell’ultima assemblea contro la centrale a biomasse svoltasi martedi 21 maggio nella quale era previsto un intervento del legale di fiducia della società Urbinati. Intervento saltato a causa della sollevazione dei partecipanti all’assemblea che non avrebbe gradito la sua presenza. Con conseguente parapiglia iniziato dentro il luogo dove si svolgeva l’incontro e anche fuori con Urbinati e alcuni cittadini che si prendono a male parole.

Nel comunicato fornitoci dal comitato possiamo leggere : ” Sentiamo in dovere di voler replicare alla nota stampa dell’Avv. Anselmo Simonelli (legale rappresentante della Urbinati snc, azienda proprietaria dell’impianto a biomasse in fase di installazione nel comune di Monteprandone, pubblicata dal Resto del Carlino in data giovedì 23 maggio 2013), nella quale vengono riportate alcune dichiarazioni che a nostro avviso non rispecchiano la realtà dei fatti. Si accusa l’organizzazione che, durante l’assemblea convocata in data 21 Maggio 2013, alla quale hanno partecipato numerosi cittadini, il comitato non abbia voluto arbitrariamente fare chiarezza e di aver impedito all’avvocato stesso, all’imprenditore e ai propri tecnici di esporre le proprie ragioni e spiegazioni riguardo la centrale a biomasse e addirittura di fomentare l’odio della cittadinanza nei loro riguardi“.  Dichiarazione che ai reggenti del comitato proprio non è andata giù.

“Si precisa che, tale assemblea, pubblicizzata a mezzo stampa, via internet, con manifesti e tramite un servizio di fonica, aveva come unico ordine del giorno, quello di informare la cittadinanza riguardo alle ultime iniziative portate avanti dal comitato stesso, in primis l’esposto alla Procura della Repubblica presentato il giorno 20 Maggio 2013. Vogliamo ricordare che sin dall’inizio dell’attività del comitato, il punto ribadito in più occasioni e in più assemblee compresa l’ultima, era appunto il fatto che la cittadinanza non fosse mai stata in 5 anni, in alcun modo, informata come da proprio diritto e come previsto dalle normative nazionali, riguardo all’installazione della centrale.
Ci meravigliamo, che l’azienda, volontariamente presente, affermi che noi non abbiamo permesso un dialogo chiaro e corretto sull’informazione della realizzazione della centrale durante l’assemblea, tema che a nostro avviso avrebbe dovuto invece essere affrontato dal 2008 in poi, al momento in cui partiva l’iter autorizzativo. Facciamo altresì presente che la nostra iniziativa non ha come controparte l’imprenditore, ma gli organi istituzionali che hanno deliberato al fine di autorizzare l’insediamento di tale struttura, a tal uopo condanniamo e ci dissociamo fermamente da qualsiasi attacco generalizzato che privati cittadini possano aver rivolto nei confronti dell’imprenditore e/o della propria famiglia.”

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