SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è conclusa con un nulla di fatto, a causa di un problema di natura tecnica, l’udienza di venerdi’ mattina relativa al processo Stella Maris, in cui sono indagati, Antonella De Nicola, amministratrice della clinica sanbenedettese, difesa dall’avvocato Mauro Gionni, e l’architetto Fernando De Clerico, difeso dall’avvocato di Pescara, Marco Sanvitale. L’accusa è di aver contraffatto la firma su di una convenzione che avrebbe poi autorizzato la clinica ad ampliare la propria struttura, in un terreno su confine di proprietà.

A costituirsi parte civile, sono stati i proprietari del terreno confinante, Emilia Cavacchioli e Sandra Di Filippo, difese, rispettivamente, dagli avvocati Fabio Esposto e Anna Laura Luciani. Le due donne, a loro dire, si sarebbero trovate le proprie firme sul documento, a loro insaputa. I fatti risalgono ad un periodo compreso tra l’aprile ed il novembre del 2011, lasso di tempo in cui – secondo l’accusa – per ottenere l’ampliamento dell’edificio, la Stella Maris avrebbe presentato, all’ufficio tecnico del Comune di San Bendetto, una convenzione ove i titolari della proprietà limitrofa a quella della clinica avrebbero  rilasciato un permesso a costruire a confine.

In seguito alla querela delle due donne, effettuata il 12 aprile del 2011, la Procura dispose una perizia calligrafica, eseguita, nell’udienze precedenti, dalla grafologa Virginia D’Angelo, da cui sarebbero emerse alcune difformità calligrafiche. Difformità che, secondo le dichiarazioni di Mauro Gionni, legale dell’amministratrice della clinica, sarebbero emerse anche per la firma di Antonella De Nicola. Dell’autore delle presunte firme, però, non v’è ancora traccia, così come dell’originale del documento, che sarebbe svanito nel nulla.

Legato a doppio filo con il fascicolo penale sulle presunte firme false, c’era anche un procedimento civile nei confronti della Stella Maris. Gli amministratori della clinica, infatti, subito dopo aver ottenuto la concessione, mesi fa, avevano dato il via ai lavori dell’ampliamento della struttura, per questo, i legali dei Di Filippo, le due donne proprietarie del terreno confinante, avevano aperto anche un procedimento civile.

Il giudice, Marco Bartoli, il 21 febbraio scorso, ha, così, apposto un sigillo alla vicenda con una sentenza di blocco dei lavori e di demolizione di quanto era già stato costruito, perché i manufatti erano stati eretti senza rispettare le distanze previste dalla legge. Il risultato è stato che i vertici della clinica hanno dato seguito all’ordinanza di demolizione del giudice.

A causa di un problema di natura tecnica, i testimoni della difesa, oggi, non hanno potuto deporre. Tutto è stato, così, rinviato al 4 Aprile del 2014.

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