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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Punti di vista. O punti di fuga. Come quelli che dividono San Benedetto del Tronto da Sant’Elpidio a Mare nel nome dello stoccaggio gas. In entrambe le città infatti è in corso un progetto per convertire un precedente impianto di estrazione gas in una centrale di stoccaggio (dove il gas viene immesso d’estate, quando costa meno e meno viene consumato, ed estratto d’inverno): ecco, dunque, che si sono strette relazioni ed esperienze tra quanto proposto a San Benedetto da Gas Plus e quanto, invece, a Sant’Elpidio a Mare da Edison.

C’è da dire che il progetto di Sant’Elpidio riguarda una centrale con una capacità pari ad un decimo rispetto a quella che potrebbe sorgere in zona Agraria, e inoltre dislocata in una zona meno popolata e senza infrastrutture nelle vicinanze (quando a San Benedetto l’A14 si trova a poche decine di metri).

Ecco dunque che in una conferenza stampa congiunta Riego Gambini, consigliere comunale del M5S di San Benedetto, Serafino Angelini, attivista del M5S e geologo nonché consulente (gratuito) del Comune di Sant’Elpidio e Marcello Diomedi, assessore all’Urbanistica a Sant’Elpidio (lista civica), hanno esposto alcune vicende che interessano da vicino quel che è accaduto a San Benedetto.

“Mentre sulla Valutazione di Impatto Ambientale la nostra amministrazione si è insediata con ritardo, per quel che concerne il pericolo di incidente rilevante, la cosiddetta Seveso 2, siamo riusciti a far modificare quattro volte il progetto ad Edison, e devo ringraziare l’aiuto di Angelini, geologo molto esperto sopratutto della geologia in grandi profondità” spiega Diomedi. E dunque all’incontro del gruppo regionale chiamato a valutare il Rapporto Preliminare di Sicurezza, nelle scorse settimane, le richieste di Sant’Elpidio a Mare sono state tali che non è stato dato parere sfavorevole ma neppure sfavorevole.

“Cosa ben diversa da quel che è accaduto a San Benedetto dove il Comune mandò il solo ingegner Germano Polidori, per sua stessa dichiarazione non esperto in campo geologico, il quale non ha potuto impedire invece il parere favorevole del Comitato Tecnico Regionale” aggiunge Gambini. Eppure dimensioni e ubicazione delle due centrali dovrebbero far propendere ad un rischio superiore a San Benedetto.

“A Sant’Elpidio hanno scelto di chiamare un geologo che aiutasse a trovare i punti deboli delle relazioni della società proponente, allo scopo di aumentare la sicurezza di un eventuale impianto – aggiunge Gambini – qui invece, che avevano Angelini in casa, non l’hanno voluto sentire e alla fine si sono ritrovati con un pugno di mosche”.

Per far capire alcune differenze, il progetto della Edison prevede che la possibilità di incidenti possa coinvolgere un’area esterna fino a 250 metri dalla centrale, e quindi i requisiti di sicurezza devono essere tali da non compromettere la zona. Mentre a San Benedetto si è ipotizzato che qualsiasi incidente non possa coinvolgere alcuna area esterna dal perimetro della centrale (nonostante sia 10 volte quella di Sant’Elpidio), senza che nessuno l’abbia fatto osservare e richiesto spiegazioni. E nonostante l’A14 sia a due passi.

“Sappiamo che la Regione ha espresso parere politico sfavorevole alla centrale di stoccaggio di San Benedetto” conclude Angelini, “ma allo stesso modo sappiamo che il Ministero potrebbe decidere che sia una infrastruttura di interesse nazionale e sorpassare le volontà degli enti locali. Anche se si tratta di un lavoro di una ditta privata che oltretutto impiegherà pochissimi dipendenti”.

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