SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è da poco concluso il progetto Life Re.S.C.We, della durata di 30 mesi, promosso dalla Commissione Europea e relativo al recupero e al rilancio della Riserva Naturale “Sentina” ed è giunto il momento di tirare le somme.

L’importanza di questa iniziativa, che ha visto tra i suoi partners i comuni di San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno, il Centro Ricerche Floristiche delle Marche, la CRAS Srl e la Fondazione Univerde, va ricercata, come ribadito anche dal presidente della Riserva “Sentina” Sandro Rocchetti, nella possibilità di ripristinare l’habitat naturale degli ambienti umidi preesistenti e nella valorizzazione del territorio.

I risultati si sono visti sul campo, ha dichiarato l’assessore Paolo Canducci, e allo stato attuale la riserva è frequentata sia da esperti del settore che da semplici appassionati che possono ora ammirare le recuperate specie animali e vegetali della zona.  Il progetto, basato su una proposta del comune del 2009, è stato cofinanziato dalla Comunità Europea tramite una convenzione di sovvenzione che copre il 50% del budget, il quale era stato stimato nel bilancio preventivo con un importo totale di € 1.119.018, e quindi con un contributo previsto di € 559.509,50.

Come precisato dall’amministratore finanziario della Direzione Ambiente Thomas Foersch, arrivato insieme ai colleghi per il report della Commissione Europea, non solo si è stati capaci di rispettare i tempi indicati ma è stato speso anche meno del previsto con cifre che andranno perciò ridimensionate. Il progetto LIFE infatti ogni anno si occupa di finanziare mediamente 200 progetti, con una disponibilità per il bando 2012 di 285 milioni di euro per proposte provenienti da tutta Europa.

Quanto avvenuto in questi mesi all’interno della Riserva Sentina è un esempio di collaborazione tra i vari partner, ha affermato la responsabile dell’ufficio tecnico Els De Roeck, ma soprattutto della volontà manifesta di portare avanti il piano previsto, come dimostrato dalla sostenibilità dei risultati ottenuti.

Per assicurare la persistenza del progetto, importante sia per la città che a livello nazionale dato che la Sentina rappresenta la più importante area umida tra il Po e la Puglia, come ribadito dall’addetto al monitoring Sandro Angiolini, si entrerà ora nel successivo piano “Afterlife”, che prevede due diverse fasi: con il Communication Plan si andrà ad aumentare la comunicazione e l’informazione in materia, mentre con il Conservation Plan verranno indicate le attività da continuare e secondo quali modalità.

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