SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “I 5 mila euro fanno riferimento alla nostra iniziativa L’Armadio dei Piccoli, che raccoglie e distribuisce gratuitamente materiale per l’infanzia, usato e non, per bambini appartenenti a famiglie con disagio socio-economico”. La presidente de “Il Mattino”, Milena Crescenzi, interviene nell’ambito della polemica sui finanziamenti comunali destinati alle associazioni di volontariato, vicenda che sarà oggetto il prossimo 30 maggio di un’interrogazione in Consiglio Comunale. A presentarla Sergio Pezzuoli: “Lo invitiamo a venirci a trovare per conoscerci meglio e per conoscere meglio una delle attività della nostra realtà, presso il  locale di Via Forte donato dal nostro Vescovo Gervasio Gestori”.

La Crescenzi puntualizza che l’associazione è nata con lo scopo “di svolgere in forma continuativa attività socio-assistenziale e di utilità sociale e culturale a favore di associati come pure di terzi, senza finalità di lucro” e che “si propone di promuovere iniziative a favore della difesa e della dignità della vita umana particolarmente nei momenti in cui essa è più fragile: nella condizione di embrione e feto, nell’età infantile, in condizione di disagio o di handicap fisico o mentale, in condizioni di malattia e nell’anzianità”.

Per l’esponente Pd, la realtà sambenedettese avrebbe usufruito di una cifra più che raddoppiata rispetto al tetto di 2 mila euro fissato a settembre da una precedente delibera di giunta. Sempre Pezzuoli precisava inoltre che la richiesta de “Il Mattino” era avvenuta il 7 maggio, appena due giorni prima della riunione degli assessori.

Critiche che per l’associazione non possono offuscare l’impegno profuso in questi anni: “In data odierna, l’Armadio dei piccoli  ha registrato l’accesso di 83 nuovi utenti, ovvero nuclei familiari della città e di zone limitrofe. Agli 83 nuclei familiari corrisponde l’accesso di 151 piccoli nuovi utenti, minori di età compresa da 0 a 11 anni. Nell’arco di questo tempo ogni nucleo familiare è tornato anche più volte dunque gli accessi registrati sono complessivamente 205. Degli 83 nuclei familiari registrati, 21 – pari a circa il 25% – sono italiani, un dato realmente significativo dell’attuale situazione economica e della evidente crisi occupazionale. Il progetto, pensato proprio per rispondere ad una crescente ed allarmante situazione di povertà nella quale i nuclei familiari del nostro territorio vivono, ha effettivamente riscontrato una crescente difficoltà economica legata particolarmente ad una condizione occupazionale precaria, di nuclei familiari monoreddito, con lavoro precario e/o saltuario, o purtroppo in condizioni di disoccupazione. È ovvio che la questione del lavoro rimane prioritaria, ma è certo che riuscire ad abbattere alcuni costi è sicuramente un primo passo in avanti ed è una espressione di una società solidale con le difficoltà altrui a sostegno
particolarmente dei minori”.

Il materiale fino ad oggi già distribuito gratuitamente risulta essere di 15 carrozzine (con relativa biancheria), 11 passeggini, 6 lettini (compresa pure qui la biancheria), 220 pacchi di pannolini, 535 completi di vestiario, 97 giacche/cappotti, 145 paia di scarpe, 48 attrezzature varie (seggiolini auto, box, seggioloni, marsupi, tiralatte, vasini, biberon…), 55 tra giochi e dotazioni per la scuola (zaini e grembiulini), 72 confezioni di alimenti vari a lunga conservazione (latte in polvere, crema di riso, minestrina, omogenizzati) e tutto quello che per scelta non viene dettagliatamente registrato.

“L’Armadio dei piccoli – conclude la Crescenzi – ci ha consentito di avviare un dialogo con alcune scuole e alcuni gruppi di catechismo. La visita dei ragazzi nella sede dell’Armadio dei piccoli, a cui è stato proposto anche di vivere un piccolo laboratorio di imitazione del lavoro di smistamento dei volontari, è stata e continuerà ad essere una occasione perché gli stessi possano partecipare concretamente ad un gesto di carità e perché si diffonda la cultura della solidarietà, della carità e della gratuità, forza indiscutibile di costruzione in un tempo storico così minacciato dalla crisi socio – economica che stiamo attraversando”.

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