Samb e Tps. Non capisco e i giorni passano. Nel frattempo continuo a spezzarmi tra il mio ruolo di direttore del giornale più seguito della nostra riviera e quello di presidente dell’associazione Tifosi Pro Samb. Per questo motivo dividerò le mie considerazioni in due parti.

Come giornalista sono abbastanza esterrefatto per la resistenza che si sta facendo alla presentazione del bilancio 2012 e della situazione economica relativa al 2013. Bartolomei e Pignotti forse non hanno capito (o fanno finta) che il futuro della Samb passa dal quadro trasparente dei debiti finora accumulati e dei nomi dei creditori. Anch’essi importanti specialmente se si tratta di calciatori. Ieri, per esempio, Marini ha dichiarato che gli piacerebbe restare alla Samb ma non in una società in confusione economica come quella attuale. Badate bene “in confusione” che tradotto significa che, a parte gli stipendi che deve prendere, non sa nulla della situazione debitoria globale.

A lume di naso, ho l’impressione che soltanto Roberto Pignotti la conosca. Anche Bartolomei se le sue dichiarazioni passate e recenti non corrispondono a verità. Quindi, l’attuale presidente, che aspetta a prendere un po’ di coraggio e presentare al sindaco della città e quindi a tutti i cittadini la condizione trasparente in cui versa la società? Di cosa ha paura? Nessuno gli dirà niente né lo crocifiggerà perché la raggiunta promozione ha compensato adeguatamente qualche passo più lungo della gamba. La città vuole aiutarlo ma lui non vuole farsi aiutare? Sembrerebbe che le cose stiano così. Addirittura pare che per visionare le carte societarie il potenziale acquirente Colangelo abbia fatto scendere da Milano (la settimana scorsa) il suo commercialista di fiducia (“pagandolo profumatamente”) per ottenere l’oramai stantia risposta: torni il prossimo fine settimana. Pare che non ci sia rimasto molto bene. Ripeto, Pignotti deve aprire totalmente le porte delle stanze dei bottoni se vuole il bene della Sambenedettese, unica cosa tra l’altro di cui sono certissimo per come lo conosco. E allora che aspetta? È infatti una condizione ‘sine qua non’ che, per esempio a Cesena, ha permesso all’ex presidente Lugaresi (lo paragonerei al nostro Zoboletti) di prendere in mano la situazione dopo che il Pignotti romagnolo (Campidelli) ha alzato le mani. Vedasi all’occorrenza questo articolo:  http://www.ilpopolano.it/8463-19-67-lugaresi-fallire-non-e-unopzione.phpE qui entra in campo la tifoseria che conosco meglio, quelli della TPS.

TIFOSI PRO SAMB. In qualità di presidente (ne approfitto per chiedere al socio Roberto Di Giacomo di contattarmi: 388 6595011) della TPS ho nel pomeriggio un incontro con i soci Capriotti e Di Buò per stabilire data e ora dell’incontro da chiedere a Pignotti e Bartolomei. Le modalità le pubblicheremo sul sito della Tps per cui prego il socio Tamburrini che lo gestisce di chiamarmi. Una volta incontrati i dirigenti della Samb, riferiremo dettagliatamente con un comunicato stampa. Modalità che assomiglieranno molto a quelle che ho letto nell’articolo sul Cesena calcio sopra linkato. Ripeto per semplicità lo stralcio che ci interessa: Titolo: Giorgio Lugaresi apre ai tifosi. Questo il virgolettato: ” “I tifosi sottoscriveranno quote da mille a 5mila euro per entrare in Cesena Per Sempre (l’acronimo CPS ci assomiglia anche! Ndd), un’associazione che, se tutto va bene, dalla prossima settimana sarà attiva. Cesena Per Sempre entrerà nella new.co e avrà due posti nel CdA e uno nel comitato tecnico: quando la new.co farà l’aumento di capitale di A.C. Cesena spa, ne diventerà socio di maggioranza. I soldi che i tifosi verseranno nella associazione arriveranno nella new.co solo se il Cesena potrà essere salvato nel momento in cui si farà l’aumento di capitale. Altrimenti verranno tutti restituiti (Vedasi statuto della TPS! Ndd)”. Ancora nebbia sulla natura della new.co, chiede il cronista: “Vorrei fosse una cooperativa perché possa interagire con altre cooperative, ma per questioni di natura fiscale e aziendale i nostri tecnici continuano a caldeggiare una spa”.

Appunto una Società per azioni. Di questo anche parleremo questa sera ma quanto è già avvenuto a Cesena (l’articolo risale al 14 marzo scorso) mi sembra di buon auspicio per il futuro anche della Sambenedettese Calcio. Un giornale ha definito “soluzione plurale”, quella cesenate. Definizione che vedo come unico spiraglio per città come San Benedetto, Cesena e adesso anche Ascoli  se vogliono veramente mettere a frutto il grande amore per uno dei loro beni cittadini più preziosi. Leggetevi l’articolo intero sul Cesena, è interessantissimo. A presto.

PS Mi consola che alcuni punti della nuova gestione cesenate siano stati già indicati tre anni fa dall’assemblea della Tps, la Cesena per Sempre sambenedettese.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.265 volte, 1 oggi)