GROTTAMMARE – Abbiamo incontrato il portavoce, lui ama chiamarsi così, del Movimento 5 Stelle, Andrea Crimella. Nato e cresciuto a Lecco, laureato in lettere, classe ’80. Conosce la città in cui si è candidato come sindaco perché, come turista frequentava le nostre zone, il trasferimento invece è avvenuto per amore di una grottammarese che ha conosciuto a Milano sette anni fa, dopo due anni di convivenza è nata la loro bambina, Beatrice. Lavora in Banca, prima San Paolo poi Banca Intesa, infine Carisap che si è appena trasformata in Banca dell’Adriatico.

Una curiosità prima di tutto. Come vedeva Grottammare con gli occhi di un turista?
“Mi aspettavo qualcosa di più nonostante vedessi il potenziale”.

Quando si è trasferito?
“Nel novembre 2011 e seguivo già il movimento in Brianza e Milano tramite meet up e forum. Una volta giunto da queste parti sono venuto a conoscenza del gruppo di San Benedetto e abbiamo pensato, insieme ad alti simpatizzanti, che fosse il caso di costruirlo anche a Grottammare”.

Ci spieghi come funziona, come si aderisce al gruppo capeggiato da Grillo?
“Siamo stati controllati tutti. Il processo è stato lungo e minuzioso: abbiamo inviato tra l’altro il casellario giudiziario e l’autocertificazione di non appartenenza a partiti. Siamo riusciti a fare la lista dei 16 candidati, in più abbiamo coinvolto altre persone nei ruoli chiave per lo sviluppo dei nostri programmi”.

Secondo lei come è stata amministrata la città in questi anni?
“Il pregio è stato di sponsorizzare e di spendere in termini positivi la città di Grottammare, ma si sarebbe dovuto rivedere anche il prodotto”

Ci spieghi meglio, magari con un esempio
“Ben fatte le manifestazioni culturali, che hanno coinvolto artisti del luogo”.

Mi pare di intuire che segue un “ma”…
“Queste hanno però lasciato arido quello che abbiamo intorno. Non è esistito il discorso di sinergia tra Comuni. Si deve cominciare a ragionare insieme”.

Parla solo di amministrazioni?
“Deve tornare il concetto di comunità non credo nell’individualità ma nell’insieme che porta benefici per tutti. Così si creerebbe una rete di intersezioni sociali, di condivisione”

Come raggiungere questo obiettivo?
“Sta all’amministrazione il compito di ricreare la comunità. Il comune una volta non era l’edificio dove portare i problemi, ma un luogo dove ci si incontrava. L’ufficio del sindaco dovrebbe stare con la porta aperta, magari in giorni precisi”

Se lei fosse sindaco, come agirebbe
“Parto dal presupposto che non è più possibile che un cervello da solo la pensi in modo e che gli altri si adeguano, credo nel confronto, quello vero. Una completa disponibilità”.

S’intuisce la sua intenzione di essere, nel caso, un primo cittadino a tempo pieno, o sbaglio?
“La mia scelta, in caso di vittoria sarà quella di lasciare il lavoro. Per rappresentare al meglio una città bisogna lavorare duro, molto duro”.

Ha già delle idee in merito?
“Costi da eliminare,  cercare di raggiungere degli standard elevati nella scuola, il personale del Comune dovrebbe essere valorizzato rispetto alle capacità, e andare oltre ad un mero lavoro di ufficio fine a se stesso. Dovremmo valutare lo stato degli immobili, il paese alto, i quartieri uno per uno. Incontreremmo spesso i comitati, per risolvere i problemi”

I candidati della sua lista li chiama i collaboratori
“Noi siamo tutti allo stesso livello, io infatti mi definisco il portavoce del Movimento. Facciamo politica per senso civico, né per potere né per soldi. Siamo tenuti a dimostrare da statuto ogni anno i risultati ottenuti, il gruppo di Grottammare ha deciso che lo faremo ogni sei mesi”.

Per un discorso di democrazia partecipativa?
“No. La Democrazia partecipativa è quella che sottende ciò che dovrebbe essere fatto. Noi siamo per una democrazia diretta, in cui il cittadino sian sempre a conoscenza della situazione e per un conseguente coinvolgimento ad personam”.
Una sorta di rieducazione”.

In che senso?
“Voglio chiedere ai cittadini di disabituarsi a demandare le cose per poi chiedere il conto. Vorrei e lo ribadisco, che questi collaborassero perché il progetto risulti costruito da tutti e per tutti”.

In caso finiste all’opposizione?
Pretenderemo che ci siano affidate delle commissioni per studiarle. Non faremo opposizione del volevose bene. Promuovere il ben fatto e ci opporremo dove riterremo giusto farlo”.

Uno slogan da lanciare ai grottammaresi per queste elezioni?
“Non votate per demandare, ma per costruire qualcosa”.

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