Gaspari/RivieraOggi. Sbollita la rabbia per l’ingiustificata lettera inviataci dal sindaco della città di San Benedetto del Tronto, mi accingo ad alcune riflessioni che la missiva ha generato, secondo me, di carattere positivo. Insomma “Non tutto il male vien per nuocere” . Il primo aspetto riguarda la maggiore attenzione che ci sarà da adesso in poi su chi, giornalista o amministratore o semplice politico, alzerà la voce durante una conferenza stampa o nell’atrio del Comune e tanto meno nessuno dirà più a giovani giornalisti (magari non i miei) frasi di questo tipo: “Se vuoi far carriera attento a come scrivi, non fare lo stupido, pensa a te“. Appunto, a qualcosa è servita la lettera, ideata dal sindaco ma probabilmente consigliato per la sua stesura dalle persone sbagliate.

Ci avesse messo lo zampino il responsabile comunale delle comunicazioni, Eugenio Anchini, non gli avrebbe consigliato di scrivere al direttore di Riviera Oggi che non avrebbe più invitato il suo giornale alle conferenze stampa ma semplicemente che, se il fatto sussiste veramente come il sindaco dice (ho smentite in tal senso) e se si dovesse ripetere, non accetterà più Falcioni come referente del giornale in oggetto. Una gaffe madornale che solo un non addetto ai lavori poteva consigliare al primo cittadino sambenedettese. Sarei felicissimo se Giovanni Gaspari si volesse confrontare con il sottoscritto per espormi le sue ragioni e i miei torti. Non lo farà ma io ci spero. Magari ci spera anche lui, chissà.

C’è poi chi, pur di avere un minimo di visibilità (che costa e come, nessuno te la regala più di una volta) ricorre a madornali bugie o a considerazioni azzardate per negare anche l’evidenza. E chi mi conosce sa bene che sono una persona molto calma ma divento una “bestia” quando qualcuno tende a far diventare la bugia una verità da riversare contro di me. Dopo essermi arrabbiato poi mostro sempre le prove. Per il  resto giustifico tutto anzi mi fa anche piacere che i nostri scritti vengano letti riga per riga anzi parola per parola anzi sillaba per sillaba anzi consonante per consonante anzi vocale per vocale. Ne sono orgoglioso.

Stop…pissimo.

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