SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Maleducazione, inciviltà, forse semplice disinformazione. Poco importa: il quartiere Marina Centro è dovuto correre ai ripari. Circa dieci cartelli, affissi su tutto il perimetro, lanciano un avviso stizzito: “Questa non è una discarica, né un punto di raccolta dei rifiuti differenziati. I sacchi devono essere posizionati davanti alla rispettive abitazioni, negli orari e nei giorni stabiliti”.

Il disagio è dunque comprensibile. Conferimenti sbagliati e sballati, con l’insopportabile risultato di un panorama orribile: “San Benedetto come Napoli e Palermo”, è lo sfogo dei cittadini sui social network. Scatole di cartone e buste depositate a bordo strada, addirittura materiale organico gettato nei contenitori riciclabili, sintomo del mancato rispetto delle direttive comunali, che fissano paletti ben precisi.

Ogni giorno, si può conferire l’umido nei cassonetti marroni e pannolini e assorbenti in quelli verdi, posti in ciascuna via. L’indifferenziato, da depositare dentro sacchi di colore nero, va esposto davanti casa nei due giorni settimanali decisi dal Municipio. Identico discorso per le buste gialle e azzurre, con cadenza però dimezzata. I dettagli per le consegne si trovano sul sito del Comune (cliccare QUI). Il materiale offre dettagli relativi a date ed orari per ogni zona della città.

Il problema maggiore del porta a porta spinto, o semplicemente il più impattante, si manifesta in Piazza San Giovanni Battista. Il mercato bisettimanale non aiuta e per tutta risposta i residenti invocano maggiori controlli. “ Siamo allarmati – denuncia il presidente del Comitato Marina Centro, Pierfrancesco Troli – la vicenda rischia di diventare grave, abbiamo tentato di limitare i danni con quegli avvisi, di più non possiamo fare. Auspico che giunga il messaggio e che chi assiste a certi comportamenti li condanni. Noi non possiamo fare multe”.

L’applicazione delle sanzioni amministrative spetta infatti alla Polizia Municipale e alle guardie ecologiche, quest’ultime frutto di una convenzione firmata con la Provincia di Ascoli Piceno. Le ammende variano da un minimo di 25 euro ad un massimo di 100. “Serve tempo per assestarsi – spiega l’assessore all’Ambiente, Paolo Canducci – gli stessi episodi si sono verificati altrove. Tra qualche mese la situazione si risolverà. Siamo nella direzione giusta, dall’aprile 2012 all’aprile 2013 la raccolta differenziata è passata dal 40 al 64%”.

MONITO AI BAR Sempre Canducci si rivolge ai titolari di alcuni bar che, anziché trattenere i rifiuti all’interno dei locali, li depositano in strada. “Con loro la Picenambiente ha fissato accordi precisi sul ritiro, dato che avviene con frequenza più fitta. Se fossero muniti degli spazi necessari dentro i rispettivi esercizi il meccanismo sarebbe più semplice”.

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