Un lavoro all’estero (per forza), un problema in famiglia, riflessioni su un presente difficile.

Ricevo questa e-mail da un’amica. Ne taglio i riferimenti personali per impedire di riconoscerla. Bisogna leggerla.

 

Sono tornata (omissis) che subito gli eventi mi hanno di nuovo portato ad accudire la mia famiglia… dovevo fare l’infermiera, sono sempre all’ospedale! hihihi… cmq sono consapevole di questo periodo che si protrae già da tempo… bisogna accettare gli eventi ma esserci con tutta la presenza possibile in modo da esserne coscienti... e la trasformazione poi arriva… non è semplice, ma “lavoro” veramente tanto su di me.

…credo vivamente che se ognuno di noi riuscisse a vedere la rabbia o la paura che abbiamo dentro e comprendere che sono anche retaggi storici della nostra famiglia e che ci portiamo dietro come sofferenze, o meglio, come parte di un amore più grande che si è bloccato e congelato, saremmo pronti per la metamorfosi e il reale cambiamento.

Quando l’amore per la vita riprende allora tutto rifiorisce e siamo più ricettivi.

Il problema è che l’essere umano ha lasciato e continua a lasciare la propria responsabilità in mano a coloro che ne fanno uno strumento di distruzione.

La trasformazione reale è il raggiungimento di una più grande consapevolezza e può partire solo se decidiamo da dentro di voler vedere le cose e le situazioni da un’altra prospettiva… intanto (…) portiamo luce in questi periodi oscuri

Scusa lo sfogo, a presto, (omissis)

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