SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 12 maggio l’ufficiale giudiziario ha fatto visita in casa Samb sequestrando 5800 euro dall’incasso rossoblu.

“Non ho potuto fare nulla – ha dichiarato all’interno della sala stampa Claudio Bartolomei – Sono stato avvisato da un sms di Giulio Spadoni alle 12.30. Se qualcuno vuole saperne di più lo chieda a Pignotti“.

Su tale reazione il presidente getta acqua su fuoco e spiega: “Assolutamente uno scatto di nervi comprensibile e lo posso capire – ha dichiarato – Forse con un attimino di calma si sarebbe potuto ragionare. Quando è successo il tutto Claudio non era presente e non poteva sapere. Domenica non è stato pignorato assolutamente nulla – ha spiegato – E’ venuto l’ufficiale giudiziario per accompagnare un creditore col quale si era concordata una determinata modalità di pagamento. Essendo l’ultima partita disputata al Riviera delle Palme ed essendoci la paura di non riuscire ad incassare, probabilmente,  tale creditore ha ritenuto opportuno perseguire questa strada. Nel momento in cui ci siamo incontrati all’interno della segreteria si sono rispettati gli accordi che sono stati presi ed è stato risolto tutto senza nessun problema fra di noi”.

Azione, però, di cui il vice presidente non era al corrente: “Di questa azione Claudio non era stato informato, è vero – ha commentato Pignotti – Onestamente avendo parlando con il creditore alcuni giorni prima pensavo che questa vicenda non si sarebbe verificata. Evidentemente sono subentrate altre situazioni o timori ma questa è solo ed esclusivamente una mia impressione. Correttamente, sia da parte sua che da parte mia, si è mantenuto fede agli impegni”.

Pace fatta tra i dirigenti? “Io e Claudio ci siamo chiariti tranquillamente – ha affermato il presidente della Samb – Ora si riprende a lavorare. Trovo normale che all’interno di una società ci possano essere opinioni divergenti. Questo fa parte dell’ordine delle cose”


 

 

 

 

 

 

 

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