spettatori 2.848 incasso 13.150

BARTOLOMEI Chiedo scusa alla città di San Benedetto perché oggi l’ufficiale giudiziario ha sequestrato 5800 euro di incasso, io l’ho saputo a mezzogiorno e quindi non ho potuto fare nulla.

Alle 12.30 me lo ha scritto Spadoni, oltre questo non so, chiedetelo a Pignotti.

Il mio progetto è: chiedo a tutti i giornalisti di fare niente di più che niente di meno della verità. Mettere nomi sui giornali fa male, gente che vuole intervenire nella Samb prima ancora di vedere i bilanci è impossibile. Quello che è è una cosa, quello che sarà non posso saperlo.

Vi ho chiesto delle informazioni su alcune persone e il giorno dopo abbiamo trovato il nome sul giornale ma senza alcuna notizia, le chiacchiere sono a zero, questo è un momento particolare, mi sono preso due settimane di tempo, tralascio il mio lavoro e cerco di far fare un salto gestionale alla Samb e ai suoi dirigenti. Se ce la faccio bene, altrimenti alzo le mani.

Quindi io ogni venerdì alle 18 terrò una conferenza stampa e vi dirò come sta la situazione, e vi dirò la verità. C’è gente che vuole prendere la Samb, tante persone abbandonano le squadre di calcio, dal momento in cui abbiamo una o due persone che vogliono buttare uno o due milioni di euro, non scacciamole. C’è un lavoro per far capire a queste persone le basi che ci sono a San Benedetto.

Dobbiamo lavorare tranquilli e permettere alla dirigenza che questa squadra abbia la struttura per affrontare la C2. Io auguro a Benigni di restare in B perché abbiamo bisogno di una squadra in Serie B, ma se noi fossimo in C2 potremmo essere l’unica squadra nel professionismo marchigiano. Ripeto: auguro all’Ascoli di salvarsi.

Se io non ce la facessi a coinvolgere altre persone, io Bartolomei con la mia Regenial, con il mio 30%, sono pronto a dare il mio contributo sia in C2 che in B che in A. Tre anni fa ho iniziato con il grande Spina e il grande Pignotti, ma adesso mi trovo il cerino in mano.

Io sono pronto, ma adesso faccio un appello a tutti i sambenedettesi e anche all’amministrazione comunale. A me mi chiamano da tutta Italia per sapere della Samb, ma non posso conoscere tutti, non posso conoscere tutte le storie. Se vogliamo fare un progetto a San Benedetto, in 100?, in 1000? Io sarei l’uomo più felice del mondo.

Serve quindi chi sostiene il 70% di questa società. Io non posso andare oltre, non ho i soldi per coprire tutto, non ce la faccio.

Escludere persone fuori San Benedetto? Non lo so, Ci sono 2-3 che vogliono interessarsi, ma prima dobbiamo vedere il bilancio e anche sapere qualcosa su queste quote pignorate.

Il mio 30% non è pignorato. Posso dire solo questo.

Renzetti non lo conosco, Nucifora inoltre mi aveva appena accennato il suo nome.

L’unica persona che ha dato un dispiacere ai sambenedettesi è stato Sergio Spina che è di Cupra Marittima. Noi giudichiamo le persone di fuori, ma prima giudichiamo le persone di dentro. Io ho parlato con Santarelli, ha un progetto enorme per San Benedetto, ma a livello di parole, non sappiamo nient’altro.

Invece di Sergio Spina che ha fatto 210 mila euro di debiti e 900 mila euro di debiti con la Rdp, sicuramente con buone volontà ma nel momento sbagliato, perché in Serie D che te ne fai di uno stadio di 14 mila posti? Quando ha lasciato 500 mila euro di debito, certo che oggi i ragazzi hanno problemi, anche per questo motivo.

A noi ci ha messo in grossa difficoltà, Pignotti con i suoi problemi, io con il mio lavoro, abbiamo dovuto coprire un terzo socio.

Santarelli? Noi ne parleremo venerdì.

PALLADINI Ringrazio i tifosi per quello che hanno fatto oggi ma penso che sia arrivato il momento di lasciare. Non ho nessuna richiesta, per adesso. Avete visto proprio ora qual è il problema più grosso della Samb, e bisogna cercare di fare una società forte, si è riuscito a fare qualcosa con quattro imprenditori di San Benedetto perché hanno riportato la Samb almeno tra i professionisti, perché meriteremmo di più.

Penso sia giusto così, che venga un allenatore più esperto per la categoria.

Ho trascorso quattro anni bellissimi, una grossa responsabilità anche perché sono di San Benedetto e so cosa significa. Grazie ai ragazzi abbiamo raggiunto un obiettivo importante che non va sprecato. Serve una società forte e duratura perché la Samb resti il più a lungo possibile, sapete che l’anno prossimo con un buon campionato si va in C1 nel giro di 5 anni.

Per me la Samb è la mia seconda casa, mi ha dato la possibilità prima di diventare calciatore, poi allenatore. Ma credo che ora dobbiamo aprire un nuovo ciclo.

Io con la bandiera sotto la curva? Ripeto, ringrazio i tifosi, forse la mia caparbietà con i miei difetti ha fatto sì che si creasse questo rapporto speciale. La Samb mi ha dato tutto, il primo pensiero del mio cuore sarà sempre per la Samb.

Da Lecco ad oggi? Forse il rapporto coi tifosi è rimasto perché sono una persona sincera, quel giorno c’era anche Traini che oggi ha festeggiato qualcos’altro. Ma i punti di riferimento devono essere altri.

Se dovesse nascere una nuova società avrà le proprie idee e altre persone che verranno scegliere.

Pignotti e Bartolomei sono state le persone di riferimento di questi anni, tra tanti problemi hanno dato alla Samb la possibilità di farcela.

Oltre la società ci sono altri problemi, resta il campo d’allenamento che non c’è.  Io parlo di strutture, settore giovanile, che alla fine fanno vivere una società.

Oggi abbiamo incontrato una squadra fisica, con tante defezioni e giocatori infortunati, siamo stati sfortunati e se avessimo pareggiato credo non sarebbe stato scandaloso.

Domenica scorsa, quando noi stavamo 1-1 e loro 3-3, temevo che arrivasse la notizia che da San Cesareo arrivasse la notizia del 4 gol. Io ho sempre detto, tutti i lunedì a Bartolomei e Pignotti, che il campionato l’avessimo vinto noi. Il problema del girone di ritorno è che non abbiamo potuto più schierare la formazione tipo del girone di andata. Però in quel momento abbiamo tenuto il passo nonostante un calendario più duro, e invece loro hanno perso punti nel momento finale con le squadre più forti.

Ringrazio anche i giornalisti per questi quattro anni bellissimi (applausi della sala stampa).

 

 

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