Samb-famiglia. Il nostro lettore Mario Danesi ci ha scritto: “al modello bayern monaco preferirei il modello sankt pauli, anche se lo ritengo difficilmente fattibile a San Benedetto per varie ragioni, soprattutto culturali. http://www.youtube.com/watch?v=YVMbO_o8RGE

Vi invito ad andare sul link che è interessantissimo e molto vicino alle esigenze attuali della nostra squadra di calcio. Le caratteristiche della “cittadina” tedesca sono molto vicine a quelle della nostra città o meglio riviera perché la Samb non è soltanto la squadra dei sambenedettesi ma di un circondario che conta oltre 100 mila abitanti. Questo è, invece, St Pauli:  “St. Pauli è un quartiere (Stadtteil) di Amburgo, appartenente al distretto (Bezirk) di Hamburg-Mitte. Ha una superficie di 2,6 km² e una popolazione (2006) di 27.612 abitanti“.

La superficie di San Benedetto del Tronto è di circa 26 km², conta circa 50mila abitanti… e non ha una squadra come l’Amburgo nello stesso territorio.

Bando alle chiacchiere come scrive sempre il mio amico Pasquale Bergamaschi, ritengo che sia il caso di passare ai fatti e prendere in considerazione il caso StPauli. Propongo di iniziare a studiarlo, anche andando in Germania se occorre. Noi di Riviera Oggi ci stiamo ma principalmente ci crediamo. È, secondo me, una speranza concreta, sicuramente di più di quelle assolutamente precarie di cui si sente parlare in questi giorni. Se si riparte bisogna farlo con il piede giusto ma principalmente guardare in faccia la realtà. Basta pensare all’effetto mediatico (e quindi promozionale per la nostra riviera) che avrebbe in Italia un modello StPauli per provarci senza lasciare nulla di intentato. Il lettore Danesi scrive anche che dalle nostre parti non c’è la cultura giusta. Iniziamo a lavorarci e dimostriamogli che non è così.

Partirei dal presupposto che mi ha spinto ad iniziare questo disappunto con l’accostamento Samb-Famiglia.  Si devono mettere da parte tutte le gelosie e le invidie insite nella nostra città in funzione Samb, la voglia di avere in qualche modo un profitto, seppur momentaneo, con un certo padrone o un altro alla guida della società, si deve veramente aiutarsi l’un l’altro perché la meta è la stessa e i benefici li godranno tutti. La stessa politica, il sindaco in primis, deve collaborare al progetto che è solo frutto di sentimenti comuni a gran parte dei suoi cittadini che vanno sempre rispettati più dei propri personali interessi.

Collaborare a cosa? A favorire una commissione di studio con i fatti ma anche con le parole che in campagna elettorale sanno usare benissimo per catturare consensi. Deve, insomma, crederci perché, se ci guardiamo intorno, alla nostra San Benedetto sono rimaste ben poche cose che hanno grandi convergenze popolari, Samb esclusa.

Non mi illudo che questa mia proposta, che è molto collegata a quella precedente (del StPauli io non sapevo  nulla), venga presa in considerazione ma chiedere al popolo di cui faccio parte un atto di coraggio, sì. Per passare ai primi fatti chiedo inizialmente la collaborazione dello staff della Sambenedettese calcio, più di chi ci lavora che di chi ne detiene la proprietà, per studiare con grande attenzione il modello tedesco e proporlo, insieme a chi vuole e può dare contributi diretti o indiretti.

È giunta l’ora di prendere in seria considerazione quella parola che, guarda caso, veniva urlata a squarciagola, tanti anni fa in funzione Samb: SVEGLIAMOCI. Se in un’altra parte del mondo ci sono riusciti… Se è un progetto troppo grande per noi è perché noi siamo troppo piccoli.

 

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