MARTINSICURO – Ad un anno dall’insediamento in Comune, il sindaco Paolo Camaioni non ha amministrato, bensì “comandato”. Il Pd di Martinsicuro torna alla carica con un affondo al modus operandi della giunta nei dodici mesi di amministrazione comunale, anche alla luce della risposta del primo cittadino sulla scarsa manutenzione delle aree verdi mossa dal Pd nei giorni scorsi: “Il sindaco – si legge in una nota del circolo locale – anziché bacchettare l’opposizione con argomenti di scarso profilo politico amministrativo, dovrebbe sforzarsi di fare squadra sia con la maggioranza che con le opposizioni per lo sviluppo del paese”.

I Democratici stilano un lungo elenco di aspetti a loro avviso imposti alla città senza passare attraverso incontri partecipativi sia con le opposizioni che con i cittadini.

“Camaioni e la sua squadra – affermano – hanno comandato e non governato a Martinsicuro in questo primo anno, perché non hanno coinvolto gli organismi democratici istituzionali e tanto meno i cittadini. Ogni cosa è stata decisa all’interno della maggioranza”.

Tra gli aspetti messi in evidenza ci sono l’elezione del presidente del Consiglio comunale, (“scelto tra i consiglieri di maggioranza in contraddizione con quanto chiedevano all’amministrazione Di Salvatore”); l’organizzazione della giunta (“il sindaco Camaioni, con parente stretto tra le file del personale, è il delegato al personale nonostante abbia contestato aspramente per lo stesso motivo l’ex sindaco Di Salvatore”); l’assessore ai Lavori pubblici che “esercita la professione sul territorio comunale violando la legge”; i ritardi nelle risposte date alle opposizioni, o nel fornire risposte “sempre molto vaghe”, come ad esempio sull’ex cinema Ambra (“non si riesce a capire quali siano le iniziative per risolvere il problema. La situazione è confusa e senza partecipazione”), sulla pubblica illuminazione (“abbiamo chiesto – il servizio scade il prossimo 31 maggio – se gli obiettivi dell’appalto fossero stati raggiunti e ci hanno risposto che ancora l’appalto deve ultimarsi, e che solo dopo avrebbero visto il tutto. Dove sta la nostra possibilità di controllo e garanzia?”), sul Piano Spiaggia (“E’ stato fatto un incontro pubblico e poi non si è saputo più nulla. Mai un passaggio in commissione consiliare”), sul prg, sulla sicurezza (“solo azioni spot e d’immagine. Nessuna programmazione per la soluzione del problema”), sul decoro urbano (“nessun passo avanti se non fosse per il solo lungomare. Parchi e strade sono ancora allo stato brado. Nessuna azione di sistema. Solito approccio spot”), sull’aliquota Imu al 5,2 per mille (“più alta rispetto a San Benedetto o Alba Adriatica”), sull’organizzazione degli eventi per il cinquantenario del Comune (“senza coinvolgere la società civile del paese”).

Per tutti i vari aspetti il Pd chiede di conoscere il parere del consigliere delegato alla Trasparenza e alla Partecipazione.

“Noi crediamo – prosegue il Pd – che una amministrazione che tende a realizzare qualcosa di positivo debba soprattutto essere una amministrazione che sappia ascoltare i cittadini, tutti, indistintamente. Che li faccia partecipi del cambiamento, che li renda protagonisti delle grandi scelte, che sia il più possibile trasparente. Che sappia stare vicino alle fasce deboli della popolazione. Che non si chiuda dietro il suo fortino, sopra le sue poltrone a scrivere lettere aspettando che il nuovo arrivi”.

“Quello che noi oggi purtroppo ravvisiamo – aggiungono – è un paese fermo che non può grazie all’ordinario, affrontato spesso con mediocrità, trovare le soluzioni ai problemi per ripartire. Il nostro Comune ha bisogno di progettualità, quella che secondo noi il sindaco e la sua giunta fino a questo momento non hanno manifestato”.

“Continueremo pertanto con una opposizione ferma, di controllo, ma anche e soprattutto propositiva, per superare questo momento di stasi ed incertezza, politica ed economica. “Ci auguriamo – conclude la nota – che l’atteggiamento arrogante emerso negli ultimi periodi, ceda il passo al rispetto e alla collaborazione”.

 

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