SAN BENEDETTO DEL TRONTO – 2 mila donatori, ben 6 mila sacche di sangue l’anno. L’Avis raddoppia i propri associati e festeggia l’obiettivo raggiunto in concomitanza con il sessantaseiesimo anno di attività dell’associazione. Tante iniziative, che si svolgeranno il 15, 17 e 19 maggio. Si comincerà mercoledì all’ospedale civile con la cerimonia di scoprimento della targa commemorativa in memoria del dottor Franco Salvi, primo presidente della sezione comunale Avis di San Benedetto. Venerdì si continuerà al Palariviera con lo spettacolo “Ridi che fa buon sangue”, con la cantante Lighea, il trio La Ricotta e il mago Alivernini. A loro si aggiungerà la Sciacuddhuzzi ensemble, gruppo di pizzica salentina. Gran finale domenica con la messa e il pranzo sociale al Ristorante Rustichello.

Il presidente Marco Lorenzetti ne approfitterà per premiare 51 aderenti all’Avis con la medaglia d’oro, in virtù di 50 donazioni o venti anni d’iscrizione e almeno 40 donazioni. 27 i premiati con medaglia in oro e rubino (75 donazioni o trent’anni d’iscrizione), 7 premiati con medaglia in oro e smeraldo (100 donazioni o 40 anni d’iscrizione) e infine 3 premiati con medaglia in oro e diamante (cessazione di donazione per sopraggiunti limiti d’età).

I risultati soddisfacenti rischiano però di essere oscurati dal possibile ridimensionamento del laboratorio analisi. “Quando lo inaugurammo sei anni fa parlammo di un centro innovativo e all’avanguardia”, commenta il sindaco Giovanni Gaspari. “Si disse che avrebbe offerto un servizio di qualità e quantità a tutta la Provincia, è un punto d’eccellenza. Auspico dunque che la razionalizzazione si faccia in maniera intelligente, tenendo conto dell’esistente. Ognuno di noi viene valutato per ciò che fa. Non solo i sindaci”. Ogni riferimento al direttore dell’Area Vasta 5, Giovanni Stroppa, non è casuale.

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